RADAR

I videogiochi indie più interessanti di marzo 2026

Eccoci arrivati alla fine di febbraio. La primavera è alle porte, e mentre i piani alti dell’industria del gaming sono sconvolti dall’inatteso cambio al timone di quel titano che porta il nome di Microsoft Gaming, gli sviluppatori indipendenti continuano a darsi da fare nel vivace sottobosco dell’industria. Questo mese vedremo tornare quella che è ormai una serie sci-fi da subito amata dal pubblico, ma anche tante novità e un rinvio: MOUSE: P.I. For Hire, previsto all’interno di questa puntata di Radar, è stato rinviato di circa un mese. Insomma: ne parleremo a tempo debito. Vedremo se le uscite di marzo riusciranno a catalizzare l’attenzione del pubblico, o se in molti non riusciranno proprio a staccarsi dal fenomenale Mewgenics

Accendete il vostro radar: si parte!

Sviluppatore: Wishfully 
Editore: Thunderful Publishing 
Quando e dove: 5 marzo su PC, PlayStation 4 e 5, Xbox Series X/S, Nintendo Switch e Nintendo Switch 2 
Perché dovresti tenerlo d’occhio: Lana e Mui sono un dinamico duo da tenere d’occhio  

Appena tre anni fa, Wishfully era riuscito a creare un universo nuovo e riconoscibile: l’ambientazione sci-fi di Planet of Lana, che con il riuscito sodalizio tra Lana e Mui aveva immediatamente catturato l’attenzione di un’ampia fetta di pubblico. Parte della critica non era rimasta totalmente soddisfatta dall’incedere dell’avventura, il cui passo compassato era dettato da puzzle ambientali che non avevano stupito gli utenti. Questo seguito promette di espandere notevolmente la durata del percorso di Lana, e sì, anche di Mui, che torna per l’occasione (si parla di un conteggio di ore più o meno doppio rispetto all’originale) e anche la varietà di ambientazioni e opzioni di interazione con le stesse. In effetti, la demo che avevo provato alla scorsa gamescom sembra confermare quanto dichiarato dal team di sviluppo e dal publisher: di qui la scelta di proporre alla stampa una prova quadripartita, al fine di dimostrare che le possibilità legate alla cooperazione di Lana e Mui si sono molto ampliate. Il pianeta Novo, poi, sembra essere più bello che mai, e in gioco stavolta c’è la scoperta della sua storia, nel quadro di un seguito che promette una narrazione più articolata rispetto all’originale. Planet of Lana resta assolutamente pregevole per il comparto visivo e sonoro, entrambi sviluppati di pari passo con il design del gioco fin dalle primissime fasi di concept. Questo Children of the Leaf promette benissimo e potrebbe essere un ottimo modo per aprire il mese con stile.

Sviluppatore: Sedleo 
Editore: Dear Villagers 
Quando e dove: 12 marzo su PC 
Perché dovresti tenerlo d’occhio: Un team italiano racconta l’Italia medievale dalla prospettiva di una giovane cavaliera errante 

L’anno scorso si era aperto per me in maniera fulminante con lo straordinario Kingdom Come Deliverance II, uno spaccato videoludico di Medioevo che di certo non dimenticherò mai. Con 1348 Ex Voto ci spostiamo indietro di una sessantina d’anni rispetto alle avventure di Henry e dalla Boemia ci apprestiamo a vivere l’Italia medievale vista attraverso gli occhi di Aeta, una cavaliera errante. Il team è di quelli da tenere d’occhio: Sedleo ha sede in Italia ed è formato da quindici veterani dell’industria che hanno voluto mettersi in proprio “per creare i giochi che abbiamo sempre voluto giocare”, come da loro dichiarato sul sito Internet della compagnia. Il riferimento al celebre Kingdom Come Deliverance è visibile giocando la demo gratuita del gioco, disponibile su Steam: ci troviamo davanti a un’avventura che unisce esplorazione, un ricco comparto narrativo e combattimenti all’arma bianca senza esclusione di colpi. Senz’altro da attenzionare il punto di vista femminile in un’epoca in cui l’emancipazione delle donne era ancora di là da venire. Altro elemento degno di nota è la presenza di Jennifer English, fresca di vittoria nel corso degli ultimi The Game Awards per la sua ottima prestazione come Maelle in Clair Obscur: Expedition 33: qui la troviamo nel ruolo di Bianca, la donna che Aeta vuole salvare a ogni costo. Il 1348 fu l’annus horribilis della peste in Europa: vedremo come il team deciderà di rappresentare questo periodo così duro per il nostro angolo di mondo.  

Sviluppatore: SIGONO Inc.  
Editore: SHUEISHA GAMES 
Quando e dove: 26 marzo su PC 
Perché dovresti tenerlo d’occhio: Il team taiwanese SIGONO torna con un nuovo capitolo della sua serie più famosa 

Negli ultimi anni, la fotografia si è incrociata più volte con il mondo dei videogiochi, intrecciandosi con il tema del ricordo: penso, in particolar modo, a SEASON: A Letter to the Future, giusto per fare un esempio che ha avuto una certa visibilità nel contesto dello sviluppo indipendente. Nel caso di OPUS: Prism Peak, ci troviamo davanti a una serie con più di dieci anni sulle spalle, ma finora poco nota al pubblico occidentale. SIGONO è un team taiwanese – e, se seguite la scena, sapete già che Taiwan è da tenere d’occhio, data la presenza di team come RedCandleGames (Devotion, Nine Sols) – che sta per presentare l’avventura a forte trazione narrativa che vede come protagonista Eugene, un fotografo divorziato quarantenne che finisce nelle misteriose Dusklands in seguito a un incidente. Qui incontra una ragazzina che promette di aiutarlo a trovare la sua strada per ritornare nel mondo reale. I toni della narrazione sono quelli caratteristici di molte produzioni anime, con momenti drammatici alternati a toni più leggeri e umoristici. La presentazione visiva è certamente di pregio – come potete constatare provando la demo gratuita su Steam – e il design degli Spiriti che Eugene incontra nel suo percorso è decisamente ispirato. Fotografare questi esseri che siedono al limitare tra la vita e la morte sarà la chiave per scoprire di più sulle Dusklands e tentare di fuggire: le foto permettono di ripristinare i ricordi evanescenti di questi esseri che si stanno allontanando sempre di più da ciò, o da chi, erano in vita.

Sviluppatore: Mother Gaia Studio 
Editore: CriticalLeap e Infini Fun 
Quando e dove: 31 marzo su PC 
Perché dovresti tenerlo d’occhio: Tutti indietro nel tempo fino al 1937 per questo investigativo tutto basato su un loop temporale 

Prima del rinvio di MOUSE: P.I. For Hire ad aprile, questa puntata di Radar era destinata a portarci per ben due volte indietro nel tempo, fino agli anni Trenta del Novecento. Come MOUSE: P.I. For Hire, anche The Posthumous Investigation è completamente in bianco e nero, e fa leva sul jazz per costruire la sua colonna sonora. Qui, però, non ci troviamo a Rattopoli o in un’altra città di fantasia, ma nella rutilante Rio de Janeiro del 1937. Mettete via le pistole e prendete il taccuino: Mother Gaia Studio ha creato un investigativo affascinante (di cui potete provare la demo gratuita su Steam) in cui saremo al soldo di un uomo che vuole risolvere il mistero... della sua stessa morte. Il tutto è ispirato al celebre romanzo Memorie postume di Brás Cubas dello scrittore brasiliano Machado de Assis, pubblicato nel lontano 1881: è l’autobiografia scritta da Cubas stesso, l’uomo morto che nel videogioco ci incarica di ricostruire le circostanze della sua dipartita. Il tempo è essenziale: potremo sfruttare un loop temporale a nostro vantaggio per indagare su tutti i potenziali sospettati e trarre informazioni utili dai testimoni. Il fascino del titolo risiede in larga parte in questa versione noir delle strade di Rio, meravigliosamente rappresentate come teatro di una vicenda che da subito riesce a catturare il giocatore; non a caso, The Posthumous Investigation era stato selezionato in una delle passate edizioni di LudoNarraCon, dato il pregio narrativo e le ambizioni della produzione di Mother Gaia Studio.

Pubblicato il: 02/03/2026

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