UNDUSTED
LETTERS FROM THE PAST
Negli ultimi anni, il mondo dei videogiochi si sta confrontando spesso con il tema della memoria. E tra le riflessioni più interessanti vi sono quelle di sviluppatori provenienti dal sud-est asiatico. È il caso di 1000xRESIST, che sfrutta la fantascienza per dissezionare l’elaborazione individuale e collettiva del trauma legato alla repressione delle proteste di Hong Kong del 2019-2020. Non a caso, il Creative Director del capolavoro di sunset visitor, originario proprio di quella città, fa parte di un collettivo artistico da lui co-fondato che porta il nome Hong Kong Exile. A dimostrazione del fatto che l’identità non si lava via con un colpo di spugna. Un lavoro più astratto, ma sempre incentrato sul tema della memoria, è stato portato avanti da SEASON: A Letter to the Future. Viene poi automatico citare What Remains of Edith Finch, tutto incentrato sulle esperienze familiari e sulla rievocazione delle vite (e delle morti) di ciascun membro della famiglia Finch mano a mano che la giovane Edith esplora le stanze della casa di famiglia abbandonata. E questo stesso espediente narrativo – l’esplorazione della casa d’infanzia, da tempo vuota – è il punto di partenza di Undusted: Letters from the Past.
Undusted proviene dal Sud Corea, precisamente da 5minlab Corporation, società controllata dal gigante Krafton. Il publisher di Undusted, invece, è indonesiano: si tratta di Toge Productions, autori della celeberrima serie Coffee Talk (vi ho parlato di recente del prossimo Coffee Talk Tokyo in un’intervista alla Narrative Designer Anna Winterstein). Negli ultimi anni, Toge Productions ha saputo scegliere saggiamente anche i progetti per cui fungere da editore. Basti pensare all’eccellente A Space for the Unbound, un’avventura di coming of age ambientata in una versione magica e sovrannaturale dell’Indonesia rurale di fine anni Novanta. Realtà come Toge Productions e 5minlab Corporation sono un’ottima dimostrazione della forte crescita dell’industria videoludica del sud-est asiatico negli ultimi anni, ormai non soltanto confinata al supporto delle produzioni tripla A occidentali e giapponesi, ma sempre più affermata nella creazione di prodotti proprietari, spesso con specificità notevoli legate al territorio di provenienza, che si afferma come centrale nella costruzione del contesto e delle narrazioni dei videogiochi in questione.
Va detto che per Undusted: Letters from the Past tutto questo è vero fino a un certo punto. È chiara la volontà di 5minlab di creare una storia individuale, ma dalla portata potenzialmente universale, senza riferimenti alla storia travagliata della Corea del Sud. Certo, questo non vuol dire che tratti culturali distintivi della culturale locale non si vedano in filigrana: parte centrale di Undusted è di certo la forte competitività scolastica e lavorativa che caratterizza il contesto sudcoreano. Ma non è un tratto esclusivo del Paese d’origine degli sviluppatori di 5minlab, questo è certo.
Nelle due ore di durata del gioco, seguiamo il percorso di Adora, una ragazza che torna nella casa di famiglia abbandonata – proprio come Edith Finch – e cerca di dare un senso alla sua vita personale e familiare riscoprendo oggetti che hanno segnato, in vario modo, il percorso suo, di sua madre e di suo padre. E qui fa ingresso quella che, da un punto di vista di game design, andrebbe definita la “chore mechanic”, la meccanica principale di Undusted: Letters from the Past: la pulizia degli oggetti, ormai sporchi e rovinati, utilizzando spazzolini, panni e spugne. In ogni livello di gioco ci troveremo alle prese con un registratore, un orologio, un vecchio grammofono o comunque un altro pezzo d’arredamento da pulire, e ciascuno di loro ci rivelerà un angolo nascosto della vita di Adora e della sua famiglia. Non c’è altro: i passaggi di livello in livello avvengono tramite piccoli segmenti che portano avanti la storia di Undusted. La narrazione si svolge in via esclusivamente testuale, ed è corredata da splendide illustrazioni disegnate a mano che conferiscono un forte carattere all’intera produzione.
Potrebbe suonare tutto piuttosto noioso a prima vista. Beh, almeno a chi non è a conoscenza dell’enorme successo di un titolo bizzarro come PowerWash Simulator, che ha superato i diciassette (!) milioni di giocatori. Uscito nel 2022, il primo PowerWash Simulator è divenuto per molti un modo perfetto per lasciar andare le ansie della giornata pulendo statue, automobili, minivan e intere stanze con un’idropulitrice. Il suono confortante dell’acqua e il suo effetto istantaneamente purificante sulle superfici si è trasformato in un fenomeno di costume. Ecco, Undusted: Letters from the Past va inquadrato proprio in questa ondata di giochi derivati dal successo di PowerWash Simulator, pur con le sue specificità e con una scala di produzione enormemente ridotta, con un’anima più intima e un carattere più spiccatamente narrativo.
Eppure, pur con i doverosi distinguo del caso, c’è un aspetto che accomuna Undusted: Letters from the Past e PowerWash Simulator: una cura spasmodica per il design sonoro. E questa attenzione viene puntualmente riportata nei materiali promozionali dei due giochi. Nel caso di Undusted, è esplicita la qualificazione dell’esperienza come “ASMR virtuale”. ASMR sta per “Autonomous Sensory Meridian Response” (ossia “risposta sensoriale meridiana autonoma”), e si tratta di una sensazione di lieve formicolio accompagnata da un forte rilassamento. L’ASMR può essere sollecitata da stimoli di vario tipo. Su YouTube si è affermato tutto un filone di video prodotti da content creator che hanno l’obiettivo proprio di suscitare l’ASMR negli ascoltatori, garantendo relax dallo stress quotidiano. È uno dei trend di Internet più riconoscibili degli ultimi quindici anni. 5minlab ha lavorato con attenzione certosina al sound design di Undusted: i suoni di pulizia sono morbidi e vellutati, spesso in forte contrasto con le verità amare che Adora va a scoprire pulendo collanine e macchine da scrivere ormai rovinate dal tempo.
E qui sta il cuore della contraddizione di Undusted: Letters from the Past, che cerca di “addomesticare” la memoria privandola di conflitto e di contraltare. Come nel caso di Edith, non c’è nessuno a dialogare con Adora nel momento in cui lei scoperchia il vaso di Pandora dei segreti di famiglia. La questione principale, però, sta nella meccanica utilizzata: la pulizia depura, filtra, purifica, di fatto cancella (o prova a cancellare) quanto di terribile si cela nel passato di Adora. È un approccio estetizzante al dolore del tutto affine a quello adottato da Nomada Studio in Gris e nel recente Neva. Tanto che ho fatto molta fatica a entrare in risonanza con la storia di perdita raccontata da 5minlab, che a conti fatti risulta un po’ scontata, se non proprio telefonata.
Undusted si fa perdonare quando ci si concentra sull’oggetto e basta: sul mero atto della pulizia in quanto tale. È stato capace di farmi entrare “nella zona” – una sensazione che provo raramente al di là dei momenti in cui scrivo, o in cui disegno: quella concentrazione pura, purissima, inscalfibile, in cui mi sento pura mano, puro atto, e il cervello non sembra nemmeno intervenire – in maniera quasi istantanea. Ho lottato per raggiungere il 100% di pulizia in tutti e diciassette gli oggetti a disposizione. E su Steam Deck l’esperienza è stata a dir poco impeccabile: il bollino verde conferito da Valve alla produzione è, dunque, meritatissimo. Si inizia con la spugna per sgrossare, si prosegue con lo spazzolino per i dettagli, e poi si passa il panno per far sì che le parti di vetro brillino a dovere. Avrei voluto più oggetti, cento e più; una rara occasione in cui avrei desiderato più quantità. Anche a spese della storia, che per il mio gusto è stata superflua. Certo, quando ci si abitua a 1000xRESIST si settano degli standard molto alti per le riflessioni dedicate al lutto e alla memoria. Ma giudicare in maniera negativa Undusted: Letters from the Past solamente per l’aspetto narrativo sarebbe un passo falso. C’è tanto da apprezzare giocando questa versione piccina di PowerWash Simulator. Di certo, si tratta di un’occasione preziosa per analizzare molte tendenze del videogioco “cozy” contemporaneo.
Pubblicato il: 08/01/2026
Provato su: PC Windows
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