CINQUE CARTOLINE DAL

DAY OF THE DEVS

SUMMER GAME FEST EDITION 2026

Ridendo e scherzando, sono quattro anni che vi racconto qui su Final Round il mio evento videoludico preferito in assoluto: quello creato da Double Fine Productions e iam8bit ormai quattordici anni fa. Il Day of the Devs propone uno spaccato tremendamente affascinante dell’attualità dello sviluppo indipendente, con una selezione sempre curatissima e nessun costo per gli sviluppatori. Sì, perché non puoi pagare uno slot per partecipare all’evento e mostrare il tuo trailer: solo il superamento della selezione dei curatori può garantire un posto al tuo videogioco. E che posto. La struttura dello show mette al centro le storie di sviluppatrici e sviluppatori, chiamati a parlare in prima persona della loro creatura, mentre il pubblico visiona il video proposto e si fa anche un’idea del percorso di vita che si cela dietro le varie produzioni mostrate. 

Quest’anno sono rimasta particolarmente impressionata dalla potenza di fuoco della selezione, incredibilmente variegata e di altissimo livello. Alcuni dei videogiochi mostrati li conoscevo già; altri sono stati delle graditissime sorprese, mentre quel mattacchione di Tim Schafer si agitava sullo schermo proponendo nuove e bizzarre locuzioni con cui sostituire l’espressione “World Premiere”. Vi racconto i cinque titoli che mi hanno colpita di più, tra graditi ritorni di team ormai affermati sulla scena indipendente e debutti a dir poco promettenti.

Sviluppatore: sunset visitor 
Editore: Black Tabby Publishing 
Data di pubblicazione: TBA 
Perché lo amerai: Spero basti sapere che si tratta del team che ha creato quel capolavoro immortale che risponde al nome di 1000xRESIST  

Una IA osa sognare di essere umana. Il tuo compito è rimetterla in riga”. La scarna descrizione di Prove You’re Human su Steam è una delle più icastiche e incisive che io ricordi. La nuova creatura dello studio che ha dato i natali a 1000xRESIST – una delle più forti riflessioni videoludiche sull’identità individuale e sulla memoria collettiva – è stata raccontata innanzitutto dalla Narrative Designer Pinki Li, che delinea le premesse del gioco. Protagonista è la copia digitale di una persona che ha come lavoro lo svolgimento di test su una intelligenza artificiale convinta di essere umana. Il suo nome è Mesa, ed è incorporata in un gigantesco volto che occupa la gran parte dello schermo. Il team spiega che parte consistente del lavoro di sviluppo si traduce nella gestione delle infinite sfumature espressive di Mesa, il cui viso è impressionante: sulla sua pelle di porcellana passano come nuvole delle ombre di irritazione, poi di sospetto, infine di rabbia. E mentre la nostra copia digitale è impegnata a lavorare su Mesa, il nostro corpo può trascorrere la vita dei sogni di chiunque. Prove You’re Human promette di essere una riflessione sulle IA lontana dagli stilemi più affermati nella fantascienza – penso a Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di Philip K. Dick e alla sua versione cinematografica, Blade Runner – e non vedo l’ora di saperne di più. Un plauso a Black Tabby Publishing (publisher di Slay the Princess) per aver intercettato l’immenso talento di sunset visitor.  

Sviluppatore: Glee-Cheese Studio 
Editore: Wired Productions 
Data di pubblicazione: TBA 
Perché lo amerai: Avventura ritmica incredibilmente stilose con musiche originali di una qualità fuori di testa 

Dalla Francia arriva uno dei videogiochi più stilosi e belli da vedere di tutta questa ricchissima Summer Game Fest. George e il suo cagnolino Buzz partono in un folle e fantastico viaggio alla scoperta delle storie che si celano in ogni disco in vendita sugli scaffali del negozio di dischi gestito proprio da George. La nostalgia per questa tipologia di attività commerciale (ormai quasi del tutto scomparsa dalle nostre città) non è una novità nel mondo dei videogiochi: basti pensare al recentissimo Wax Heads, privo però del lato ritmico che caratterizza la produzione di Glee-Cheese Studio. Annunciato per la prima volta proprio in questa edizione di Day of the Devs, Mr. Records sembra presentare una selezione eccezionale di musiche originali, create da compositori di altissimo livello e appartenenti ai generi più disparati. Quando le serrande del negozio si abbassano e si conclude la parte più prettamente gestionale, i vinili del negozio ci trasportano in mondi psichedelici sulle note del rock, del pop, del metal, e chi più ne ha, più ne metta, tramutando il gioco in un platform pieno di minigiochi bizzarri e con un gameplay che promette di essere altamente variabile a seconda delle situazioni. I livelli saranno in tutto 49, e ciascuno concorrerà a comporre un puzzle narrativo sull’importanza della musica nella vita di ognuno di noi. Spero che presto si renda disponibile una demo per testare quella che sembra una vera e propria meraviglia. Dategli un’occhiata e non ve ne pentirete.

Bub

Sviluppatore: Paperfrog 
Editore: Paperfrog 
Data di pubblicazione: Q4 2027 
Perché lo amerai: Un incrocio tra le tecniche del collage e dello stop motion con un’anima potentissima 

Vi sfido a non commuovervi nel vedere la presentazione di Bub fatta dai suoi due sviluppatori. Bub è un prodotto fieramente artigianale, fatto di gocce di pioggia di carta ritagliate a mano e di omini che sembrano appiccicati con lo schermo da una generosa passata di colla. È da anni che il duo di Paperfrog lavora a questo piccolo prodotto che parla di vita, arte e New York, ma qualche tempo fa si è verificato uno di quegli imprevisti che la vita, a volte, ti piazza davanti senza troppi complimenti: Case Jernigan ha scoperto di essere affetto da sclerosi multipla. Lo sviluppo di Bub è stato parte del suo recupero di facoltà fisiche che rischiavano di andare perse a causa dello shock della diagnosi e dell’andamento della patologia. La natura composita di Bub e la sua squisita visibile attenzione alla concretezza della vita sono testimonianza di come i videogiochi possano essere prodotti artigianali e dalla forte carica autobiografica, e anche una potente terapia per chi ne usufruisce e per chi li produce. “Fatto con colpi d’inchiostro e di pittura e migliaia di pezzi di carta ritagliati, Bub è un mondo ludico profondamente personale, vivo e vibrante”, recita la descrizione del gioco su Steam. Il trailer è una perfetta dimostrazione della verità di queste parole. E, visivamente, l’incontro tra analogico e digitale crea una magia difficile da descrivere, come già accaduto in videogiochi come Judero e il recentissimo Phonopolis di Amanita Design. Possiamo aspettarci un videogioco incentrato sull’esplorazione di New York e dalla forte carica narrativa, con piccole sorprese e variazioni nel suo gameplay a seconda delle situazioni. Auguro buon viaggio a questo magico duo di amici.

Sviluppatore: Messhof 
Editore: Messhof 
Data di pubblicazione: TBA 
Perché lo amerai: I creatori di Nidhogg tornano alla ribalta con un platform d’azione frenetico e completamente matto da legare 

Ormai dodici anni fa, Nidhogg è uscito sul mercato e si è affermato come un punto di riferimento nella storia del videogioco indipendente. Con la sua scherma assurda e il suo stile visivo grezzo ed essenziale, era riuscito a distinguersi per originalità e impatto in un contesto in cui i prodotti indie non avevano la visibilità che hanno oggi sul mercato. Ho ritrovato lo stesso fascino folle e mesmerizzante, con una carica di adrenalina in più, in Blood Dungeon, il nuovo prodotto di Messhof. A schermo ci troviamo davanti a un’inquadratura laterale di un mondo bidimensionale fatto di scale e piattaforme, ma la quota di normalità finisce qui. Protagonista è un omino che corre e saltella strillando per i livelli – ma si potrà scegliere tra nove personaggi selezionabili, tra cui un centauro (!) – ed emette proiettili di vario tipo, mentre una martellante colonna sonora drum&bass fa da sfondo al caos estremo mostrato nel trailer. La pagina Steam chiarisce la presenza di una progressione roguelite, con un negozio di potenziamenti permanenti in cui la valuta sono le ossa (il che mi ha ricordato che ho tantissima voglia di proseguire la mia avventura in Mina the Hollower!) e una serie lunghissima di sotterranei da esplorare sempre più in fondo grazie all’avanzamento delle proprie abilità. Visivamente, Blood Dungeon recupera quella cifra stilistica che ha reso celebre Messhof, dopo una parentesi decisamente più “regolare” con il discreto Wheel World.

Sviluppatore: The Pixel Hunt 
Editore: The Pixel Hunt 
Data di pubblicazione: TBA 
Perché lo amerai: Florent Maurin ha presentato in maniera impeccabile la prossima creatura dello studio: l’avventura su quattro ruote di un’attivista ambientale 

Bury Me, My Love, The Wreck, Wednesdays: il curriculum di Flaurent Maurin e del suo studio The Pixel Hunt, con sede in Francia, è di altissimo livello. Sfortunatamente, la diffusione dei videogiochi curati con amore da TPH è sempre stata al di sotto di quanto sarebbe lecito aspettarsi, dato il loro livello qualitativo e la loro originalità. Maurin, però, non smette di pensare a nuovi mondi virtuali, e lancia una campagna Kickstarter per Ithaca, un gioco di ruolo narrativo su quattro ruote dedicato al tema della resistenza ambientale. Protagonista di questo viaggio in auto è Penelope, una giovane attivista ambientale, impegnata a guidare verso la decisione più importante della sua vita... con un ostaggio nel portabagagli. Ithaca presenta frequenti scelte e diramazioni che cambieranno il corso della storia, andando a variare la personalità di Penelope. Come da tradizione per i videogiochi di The Pixel Hunt, la comunicazione con gli altri sarà centrale: chiamate telefoniche, messaggi e incontri presenteranno un’ampia varietà di comprimari per una storia che promette di essere affascinante e di forte attualità, con sette diverse possibili destinazioni finali e percorsi stradali generati proceduralmente. L’osservazione di oggetti e ambienti e gli indizi intuibili nei dialoghi permetteranno di sbloccare nuovi argomenti e riflessioni che condurranno Penelope e i giocatori su percorsi narrativi differenti: l’auto è stata fornita alla protagonista dal gruppo di attivisti di cui fa parte, ma sembra che i suoi compagni non le abbiano raccontato tutta la verità, e tra nicchie nascoste e documenti misteriosi ci sarà molto da scoprire. La campagna Kickstarter ha già raggiunto il 25% del finanziamento richiesto per il completamento, e di certo il Day of the Devs ha concorso a fornire un’ottima spinta al nuovo, ambizioso progetto di The Pixel Hunt.

Pubblicato il: 11/06/2026

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