THE MERMAID MASK
Tutti i segreti del Sottomarino Mortuga
“Le facoltà mentali che si sogliono chiamare analitiche sono, di per sé stesse, poco suscettibili di analisi. Le conosciamo soltanto negli effetti. Fra l’altro, sappiamo che, per chi le possiede al più alto grado, sono sorgente del più vivo godimento. Come l’uomo forte gode della sua potenza fisica e si compiace degli esercizi che mettono in azione i suoi muscoli, così l’analista si gloria di quella attività spirituale che serve a risolvere”. È questo l’incipit del primo racconto giallo della storia della letteratura: I delitti della Rue Morgue (1841), uno dei tanti capolavori che costellano l’intensa carriera dello scrittore statunitense Edgar Allan Poe. E non si tratta soltanto del debutto di un genere letterario destinato a grandi fortune: l’investigatore Auguste Dupin è anche protagonista del primo “mistero della camera chiusa” su carta. Nel racconto di Poe, due donne vengono barbaramente uccise in un appartamento con porte e finestre serrate. Più che la storia della ricerca del colpevole – anche quella importante, certo, ma non centrale – I delitti della Rue Morgue pone al centro della scena un interrogativo: come è stato commesso il delitto? Perché un buon mistero della camera chiusa stupisce il lettore (o lo spettatore) per la bizzarria delle sue circostanze, tanto da spingerlo a credere che devono esserci di certo forze soprannaturali all’opera. La soluzione dell’enigma di Poe ha effettivamente dei tratti poco plausibili, ma ha dato il la a un sottogenere con cui si sono cimentati tutti i grandi autori di romanzi gialli: da Sir Arthur Conan Doyle (L’avventura della zampa del diavolo, 1917) a Ellery Queen (La porta chiusa, 1937), passando per la leggendaria Agatha Christie (Dieci piccoli indiani, 1939).
L’enigma della camera chiusa non è rimasto confinato ai romanzi, e si è affermato anche nel fumetto e, più in generale, nelle forme espressive popolari contemporanee. Gōshō Aoyama, cretore del manga Detective Conan, è un grande amante di questo genere di mistero. E i videogiochi? Naturalmente non sono rimasti a guardare. Gli investigativi, in generale, hanno vissuto negli ultimi dieci anni un’esplosione di creatività, meccaniche e strutture ludico-logiche differenti, con un contributo vitale da parte dei piccoli sviluppatori indipendenti. E tra questi non può essere trascurato il team di SFB Games, che con il suo Tangle Tower (autopubblicato nel 2019) aveva ottenuto un eccellente riscontro dalla critica e dal pubblico grazie a una serie di ingredienti magistralmente combinati: una irresistibile coppia di investigatori, Grimoire e Sally; la firma inconfondibile di una grande artista, Catherine Unger (forte di collaborazioni di prestigio con Nintendo, Disney e BBC, tra gli altri); una lunga esperienza nel settore (i due fratelli Tom e Adam Vian hanno iniziato a creare videogiochi nel 2003, sotto lo pseudonimo di The Super Flash Bros’); un doppiaggio fenomenale, capace di portare in vita un cast di personaggi bizzarri e sopra le righe, rendendo Tangle Tower uno spettacolo audiovisivo coinvolgente, oltre che un mistero ben congegnato.
Dopo la fenomenale parentesi horror low-poly di Crow Country, SFB Games torna da Grimoire e Sally e lo fa con The Mermaid Mask, investigativo sì in continuità con Tangle Tower, ma capace di aprirsi anche a un nuovo pubblico, limitandosi a qualche cenno complice ai fan di TT. Per il resto, The Mermaid Mask è perfettamente godibile anche per chi non conosce i precedenti lavori del team (ma promettetemi di recuperarli al più presto: mi raccomando). E stavolta ci troviamo davanti a un enigma della stanza chiusa da manuale. Il capitano del Sottomarino Mortuga, Magnus Mortuga in persona, viene ritrovato morto in una stanzetta del sottomarino chiusa dietro le sue spalle. Davanti a lui un misterioso calderone proveniente dalle profondità degli abissi, vuoto e spalancato. Grimoire e Sally sono chiamati a indagare sugli otto membri dell’equipaggio, tutti assolutamente stravaganti, come da tradizione nei titoli di SFB Games: nel cast troviamo l’illusionista Simmetry Silkmoth, con i suoi occhioni azzurri e più di un segreto da nascondere, e poi la mezza sirena Tanya Tadpole, l’attore Dirk Dansom – e qui mi fermo per non svelarvi troppo sui veri protagonisti dell’avventura, ossia i sospettati. Come da tradizione per SFB Games, il doppiaggio è curato in maniera certosina, con una scelta perfetta delle attrici e degli attori che hanno prestato le loro voci al cast con professionalità ed espressività eccezionali. Ascoltare per credere.
Ma come si investiga, in The Mermaid Mask? Esplorando, innanzitutto. Partendo dalla Taverna Stonetop del villaggio costiero di Silkwirm-On-Sea, i detective Grimoire e Sally salgono a bordo del sottomarino Mortuga e iniziano a esplorarne le stanze. In ognuna si trovano oggetti da analizzare ed enigmi da risolvere per incamerare informazioni e spunti per le conversazioni con gli otto sospettati, tutti da interrogare partendo dagli indizi a nostra disposizione. Ci sono tanti dialoghi, in The Mermaid Mask, e per questo la scelta di doppiatrici e doppiatori di talento paga: chiacchierare con i personaggi a bordo del Mortuga è piacevole a prescindere dai nostri intenti investigativi, grazie anche a una scrittura briosa e ironica di livello sempre molto alto. E qui arriva un’altra menzione d’onore: la traduzione dei testi in lingua italiana è precisa ed efficace, e spero permetterà a tante appassionate e appassionati di godersi uno dei migliori videogiochi indie di questo 2026. Nelle sue circa dodici ore di durata, il videogioco di SFB Games conferma le ottime basi di Tangle Tower e riesce a sviluppare un giallo coinvolgente fino all’ultimo, forse appena un po’ frettoloso sul finale, che contrasta non poco con la lenta e meticolosa costruzione dei personaggi e la lunga fase di esplorazione del sottomarino e di raccolta negli enigmi. Ma è una sbavatura trascurabile a fronte della qualità dell’insieme, curatissimo anche sul fronte tecnico: The Mermaid Mask gode di un meritatissimo bollino verde su Steam e non ha mai avuto criticità nelle sue prestazioni.
Insomma: il ritmo precipitoso delle ultime battute dell’avventura si perdona facilmente quando il viaggio è di qualità così elevata. Che poi è lo stesso sentimento che nutro verso I delitti della Rue Morgue, la cui risoluzione dell’enigma non ha mai incontrato il mio favore. Ciò che rende grande il racconto di Poe è, per me, tutto il resto. The Mermaid Mask ti risucchia in un mondo dove la parola e il ragionamento sono sovrani e si fa molta, molta fatica a uscirne. A dimostrazione delle mille e più sfumature che l’investigazione videoludica può assumere. Il titolo di SFB Games è anche un eccellente punto d’ingresso nel genere per i più giovani, con il suo PEGI 7: lo vedo perfetto da giocare in famiglia con dei bambini piccoli, o in coppia per scambiarsi ipotesi e congetture in tempo reale. Di sicuro c’è che questa estate videoludica sta offrendo grandi sorprese a chi ha voglia di nuotare lontano dalle sponde della grande industria. Una coppia di fratelli londinesi dimostra da oltre vent’anni che si può vivere di questo mestiere creando prodotti capaci di lasciare un segno durevole, anche senza vendere milioni di copie. E direi che è una cosa di cui gioire. Non fatevi scappare questa bellezza: con una traduzione italiana di questo pregio, poi, non avete proprio scuse.
Pubblicato il: 04/08/2026
Provato su: PC Windows
FinalRound diventa anche rivista cartacea! Clicca per ordinare la tua copia o per abbonarti
FinalRound.it © 2022
RoundTwo S.r.l. Partita Iva: 03905980128