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I videogiochi indie più interessanti di Agosto 2026

Il mese di agosto viene spesso evitato dalle grandi produzioni, e questo vuol dire una sola cosa: i piccoli sviluppatori hanno una finestra potenzialmente importante per avere visibilità e far arrivare il loro videogioco a un pubblico ampio e non distratto dal tripla A del momento. In effetti, un publisher attento come Panic ha scelto proprio il mese più caldo dell’anno per lanciare l’attesissimo Big Walk, il nuovo gioco dei creatori di Untitled Goose Game. E anche qui in Italia non siamo rimasti a guardare: questa puntata di Radar include due titoli provenienti proprio dal nostro Paese. 

Accendete il vostro radar: si parte!

Sviluppatore: House House 
Editore: Panic 
Quando e dove: 4 agosto su PC, PlayStation 5 e Nintendo Switch 2 
Perché dovresti tenerlo d’occhio: Un’avventura multigiocatore pazzerella e spensierata dai creatori di Untitled Goose Game 

Si parla spesso di publisher come Devolver Digital e Annapurna Interactive, capaci di intercettare piccoli studi per proiettarli verso il successo, ma personalmente considero inarrivabile il lavoro portato avanti da Panic in questo senso negli ultimi dieci anni, da Firewatch in avanti. Untitled Goose Game, Thank Goodness You’re Here!, despelote, Time Flies, e poi Blippo+: le frecce nell’arco di Panic sono tutte micidiali e spesso irregolari, frutto di idee di game design innovative e di rottura. E ora i creatori di Untitled Goose Game stanno per tornare alla ribalta con un videogioco che, sulla carta, non dovrebbe interessarmi più di tanto: un’avventura multigiocatore basata sull’esplorazione e sulla comunicazione con gli altri partecipanti alla sessione. I protagonisti di Big Walk sono esseri bizzarri e coloratissimi, alle prese con un mondo aperto pieno di sfide ed enigmi. Si comunica con amici o perfetti sconosciuti con dei walkie talkie, e il numero di partecipanti alla sessione è molto flessibile: si va da due a un massimo di dodici. Ah, e sarà possibile il crossplay tra piattaforme diverse. I trailer finora pubblicati evidenziano la grande varietà di situazioni in cui si troveranno i giocatori, a volte chiamati a trovare nuovi modi di comunicare al di là della parola – ad esempio, quando verranno separati da barriere trasparenti – e insomma, sono certa che noi italiani daremo il nostro meglio nella sublime arte del gesticolare. Sappiamo già che Big Walk godrà del bollino verde su Steam, e personalmente non vedo l’ora di perdermi in questo mondo immenso e giocherellone.

Sviluppatore: Games On A Chair 
Editore: Pretty Soon 
Quando e dove: 17 agosto su PC 
Perché dovresti tenerlo d’occhio: C’è un mostro sul divano, e ha fame 

Nutrire qualcuno è un simbolo di cura – che si tratti di aprire la bustina del cibo umido per il nostro gattino, cucinare un bel piatto di cacio e pepe per una persona cara o, più in generale, prendersi del tempo per preparare del buon cibo per sé e per gli altri. Ma lo spazio domestico (che è quello in cui, normalmente, si cucina) può anche essere un luogo di sopraffazione. Lo è in FEED IT, opera prima dello studio italiano Games On A Chair, in cui saremo chiamati a dare da mangiare a un enorme maiale dai tratti umanoidi. E bisogna fare in fretta, se non vogliamo diventare il suo pasto. FEED IT è un horror psicologico ambientato in un luogo totemico per il genere: la casa. Il sottotesto è chiaro: l’abitazione è uno squallido dedalo in cui il cibo si trova sul letto matrimoniale e sui mobili, e l’unico luogo sicuro (quello in cui si salva la partita) è il bagno, che la protagonista chiude rigorosamente a chiave, alla disperata ricerca di sicurezza. FEED IT è un’allegoria a dir poco attuale, visti gli impressionanti numeri che riguardano la violenza domestica sulle donne in Italia. L’estetica rétro, ispirata all’epoca della prima PlayStation (qualcuno ha detto Mouthwashing?), accentua il senso di repulsione e anche la spigolosità degli ambienti domestici, fatti di angoli vivi, di mannaie conficcate nel tavolo della cucina e di continue distorsioni visive. La deformazione estetica dello spazio domestico evidenzia come il luogo sicuro per eccellenza – la casa – possa per molte e per molti diventare una trappola senza via d’uscita. Non vedo l’ora di scoprire come le nostre scelte impatteranno sull’avventura, dotata com’è di finali multipli.

Sviluppatore: Lovely Hellplace 
Editore: DreadXP 
Quando e dove: 18 agosto in accesso anticipato su PC 
Perché dovresti tenerlo d’occhio: Un RPG postapocalittico con combattimenti a turni che sembra uscito dall’era d’oro del genere su PS1 

Chi mi conosce lo sa: dopo i funghi giganti di The Elder Scrolls III: Morrowind, ho fatto fatica a trovare uno spazio virtuale fantasy altrettanto bizzarro, affascinante e ispirato. Meno male che le Shivering Isles di Oblivion hanno in parte soddisfatto questo mio bisogno... E fortuna che non è una questione di ampi mezzi e di investimenti milionari, perché anche un piccolo team può essere capace di creare spazi esteticamente fuori dall’ordinario. Sembra succedere in Entropy, e per credere vi basterà provare la demo tuttora disponibile gratuitamente su Steam – tanto che ho deciso di segnalare questa produzione su Radar anche se solitamente evito di parlare di prodotti in lancio in accesso anticipato, preferendo parlarne solo quando si avvicina la pubblicazione della versione 1.0. Entropy è un RPG con combattimenti a turni ambientato in un mondo postapocalittico invaso da un’imponente presenza miceliare, con un’estetica da urlo che guarda all’epoca della prima PlayStation. E questa attenzione è anche sostanziale, perché l’overworld sembra tratto da uno dei primi Final Fantasy, e lo stesso vale per la struttura e la regia dei combattimenti e dei dialoghi, con un tocco di modernità rappresentato dai ritratti dei personaggi, che sembrano uscire fuori da un fumetto indipendente. Entropy si avvale di una palette cromatica eccezionale e, in generale, non lascia mai indifferenti, proponendo un cast di eroi improbabili e un design superlativo di nemici e ambientazioni. Non vedo l’ora di giocare il prodotto finito, certo, ma non mancherò di imbarcarmi nel viaggio di Entropy fin dall’inizio.

Sviluppatore: Studio Ortica 
Editore: Studio Ortica 
Quando e dove: 27 agosto su PC
Perché dovresti tenerlo d’occhio: Uno dei migliori studi indipendenti italiani torna all’attacco con un’avventura incentrata sugli orrori del passato 

È passato appena un anno dal lancio del debutto di Studio Ortica su Steam, eppure a breve saremo già al terzo studio pubblicato dallo studio torinese. Dopo gli eccellenti Loan Shark e Birds Watching (quest’ultimo uscito nel marzo di quest’anno), il team è pronto a pungere nuovamente i giocatori con un’avventura horror che promette di essere breve – circa 45 minuti – e al contempo intensa. E colgo l’occasione per tessere le lodi di chi non sbrodola, ma decide di rispettare il tempo dell’utente e di adoperare tutta la propria capacità di sintesi per arrivare dritto al punto. Che non è poco, in un mondo di tripla A della durata di decine di ore che richiedono anni e anni per essere completati, e che solitamente non vengono nemmeno finiti dalla grandissima parte dei giocatori. The Old Flesh of Nuraga è un’avventura horror con visuale in prima persona in cui scaveremo antichi artefatti nel deserto su indicazione di nostro nonno. È sviluppato utilizzando Godot, engine gratuito e open-source amatissimo da tanti sviluppatori indipendenti. Una volta tirati fuori dalla sabbia i reperti, dovremo pulirli e cercare di scoprire i segreti dei Tempi Antichi. Forse, però, sarebbe meglio lasciare certi oggetti indisturbati, come sa bene chi ha letto Le montagne della follia di H.P. Lovecraft. Vi consiglio di dare un’occhiata alla demo, disponibile fin dall’ultima edizione di Steam Next Fest, e ancora giocabile gratuitamente. Nell’attesa di The Old Flesh of Nuraga, vi consiglio di recuperare sia Loan Shark che Birds Watching: non ve ne pentirete.

Pubblicato il: 29/07/2026

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