SEI CARTOLINE DA

WHOLESOME DIRECT 2026

Il settore di mercato dedicato ai cosiddetti “cozy games” – giochi appartenenti a generi anche molto diversi fra di loro, ma giudicati “rilassanti” – è sempre più visibile e attenzionato dalle etichette di publishing. Ci sono gli esponenti davvero illustri, e non solo appartenenti al mondo dello sviluppo indipendenti (Stardew Valley, Animal Crossing New Horizons...) e poi c’è un’infinita schiera di piccoli prodotti che lottano per emergere tra le migliaia di videogiochi pubblicati ogni anno. Una delle vetrine principali del settore è ormai rappresentata da Wholesome Direct, che lo scorso anno ha superato i cinque milioni di visualizzazioni. “Per molti anni, i titoli più acclamati dalla critica sono stati quelli con le tematiche più oscure e le più crude rappresentazioni della vita”, si legge sul sito di Wholesome Games, l’organizzazione che cura l’evento, “ma c’è anche un intero mondo di videogiochi pieni di speranza con un ricco storytelling, gameplay innovativo e un comparto artistico e sonoro pieno di bellezza”. 

Credo che la ricostruzione di Wholesome Games sia quantomeno un po’ semplicistica, ma capisco l’esigenza di un’organizzazione di vendere il proprio show e la propria missione al pubblico. Quel che è certo è che si è trattato di un’ottima edizione di Wholesome Direct, tra trailer di videogiochi già annunciati e diverse gustose world premiere. Fortunatamente non ne ho ancora abbastanza di seguire questa marea di show che si susseguono nella settimana più calda dell’anno per il gaming; quindi, vi racconto con grande piacere i sei titoli che hanno maggiormente catturato il mio interesse durante la manifestazione. Eccovi le mie sei cartoline da Wholesome Direct 2026.

Sviluppatore: Panpipe Studio 
Editore: Whitethorn Games 
Data di pubblicazione: Agosto 2026 
Perché lo amerai: Un videogioco di rompicapi tutto basato sui colori e sulla cultura Aymara delle Ande 

L’esistenza di Colorbound è stata svelata al mondo nel corso dell’ottimo Latin American Games Showcase (LAGS) lo scorso 4 giugno. Il titolo di Panpipe Studio è riuscito a brillare senza sforzo, sebbene lo show abbia avuto un alto standard qualitativo. Di certo gran parte del merito va al comparto visivo e musicale: Anku, un ragazzo Aymara, si muove in quadri pieni di piattaforme di colori differenti e ha il potere di sfruttare proprio il potere del colore per superare gli enigmi che si trova di fronte. Ciascun colore ha diverse proprietà: per esempio, il blu è il più pesante, e in quanto tale comporta la caduta delle piattaforme. Il gioco presenta una progressione basata sulla raccolta di colori per la tavolozza di Anku e sull’esplorazione di un mondo fatto di foreste lussureggianti e antiche città, con ispirazione tratta dalla cultura Aymara delle Ande. È una celebrazione di un’area del mondo che solitamente non ottiene visibilità nel mondo dei videogiochi (e non solo) e sono davvero curiosa di scoprire cosa Colorbound avrà in serbo per noi anche dal punto di vista narrativo. Per ora sappiamo che si parlerà tanto di famiglia, di musica, di perdita e del potere immaginifico dell’arte. E i lama in pixel art sono assolutamente adorabili. Vi segnalo che è al momento disponibile una demo di Colorbound su Steam: correrò a provarla non appena avrò finito di scrivere questo pezzo e vi farò sapere!

Sviluppatore: Soulworks Interactive 
Editore: Soulworks Interactive 
Data di pubblicazione: Settembre 2026 
Perché lo amerai: Nuota, esplora e... fai la lontra! 

Pochi animali sono riusciti a viaggiare in tutto il mondo come ha fatto la lontra: di fatto, questo simpatico esponente della famiglia dei Mustelidi è presente in ogni angolo del globo, salvo l’Australia e alcune isole remote. Le lontre amano nuotare sottacqua e conducono una ricca vita anfibia. Tutto si riflette in maniera magistrale nel trailer di Otterly Lost (titolo che è anche un delizioso gioco di parole), un’avventura a mondo aperto che vede come protagonista proprio una lontra di mare. Otto viene trasportato lontano da casa da forze misteriose, e deve cercare di orientarsi in acque a lui estranee per tornare dalle lontre a lui care. Le premesse sono analoghe a quelle dell’eccellente Smushi Come Home, cui Otterly Lost sembra guardare anche per lo stile artistico e l’atmosfera rilassata, nonostante le premesse narrative non proprio confortanti. Il mondo di Otto va percorso in lungo e in largo, con sessioni di platforming leggero sulla terraferma e lunghe nuotate negli abissi marini alla scoperta di tesori e di segreti. Non manca un cast di comprimari appartenenti alle specie più disparate: nel trailer abbiamo fatto conoscenza con una simpatica rana-Sampei impegnata in una appassionante sessione di pesca. Il passo dell’avventura sarà dettato anche da semplici enigmi ambientali che punteggeranno il percorso di Otto. Anche di Otterly Lost è al momento disponibile una demo, giusto per scaldarci prima dell’apertura di Steam Next Fest.

Sviluppatore: Unsigned Double Collective 
Editore: Unsigned Double Collective 
Data di pubblicazione: Q1 2027 
Perché lo amerai: Dallo scavo alla pulizia dei fossili, fino ad arrivare all’allestimento finale in museo: Fossil Quest è tutto ciò che sognavo da bambina quando volevo diventare paleontologa! 

Nessun tesoro mi è caro tanto quanto la collezione di action figure di dinosauri della serie Jurassic Park, e per un’ottima ragione: da bambina il mio sogno più grande era diventare una paleontologa come Mary Anning, che nella prima metà dell’Ottocento scoprì numerosi fossili di rettili marini oggi esposti nella Marine Reptiles Gallery del Natural History Museum di Londra. Ecco perché il trailer di Fossil Quest mi ha mandata immediatamente in brodo di giuggiole. L’avventura simulativa di Unsigned Double Collective propone al pubblico tutte le fasi più appassionanti del ritrovamento e dell’esposizione dei fossili: dallo scavo sul campo alla pulizia degli esemplari rinvenuti, passando per la catalogazione e l’assemblaggio delle varie ossa per l’esposizione. Con uno stile coloratissimo, Fossil Quest racconta la storia del protagonista e della grande opportunità della sua vita: l’eredità della pro-zia Alison, comprensiva di un antico maniero nella ridente cittadina di Follyoaks. La magione di famiglia diventerà un museo man mano che proseguiranno i nostri scavi di resti di dinosauri e di altri animali preistorici (su cui impareremo anche qualcosa, grazie a delle simpatiche schede informative presenti all’interno del gioco). Sarà poi centrale la fase di arredamento del museo, con la scelta degli allestimenti e degli arredamenti. Fossil Quest è creato da Lasse e Romy, marito e moglie che hanno deciso di dedicarsi allo sviluppo di videogiochi in completa autonomia: questo è uno dei cinque (su sei) progetti prodotti e autopubblicati inclusi in questa lista.

Sviluppatore: Hidden Folks B.V. 
Editore: Hidden Folks B.V. 
Data di pubblicazione: 2027 
Perché lo amerai: L’apprezzatissimo Hidden Folks torna con un promettente secondo capitolo e con tanti omini da trovare 

Hidden Folks B.V. è un piccolo studio olandese formato da quattro membri. Quasi dieci anni fa, il gruppetto riuscì a catturare un piccolo fulmine in bottiglia: il loro prodotto, chiamato Hidden Folks, raggiunse un ottimo successo di pubblico su Steam e fu oggetto di un buon numero di espansioni. È quasi arrivato il momento di accogliere il secondo esponente di quella che è destinata a diventare una serie. Hidden Folks 2 lavora in stretta continuità con il primo capitolo e parte da una premessa molto semplice: l’obiettivo del giocatore è quello di trovare dei piccoli omini nascosti all’interno di diorami in bianco e nero disegnati a mano. Nel trailer vediamo una mummia da scovare cliccando sul suo sarcofago all’interno di un museo dedicato all’Antico Egitto, ma non mancano situazioni anche molto diverse: un parco divertimenti, una palestra e... lo spazio profondo. I videogiochi di ricerca di oggetti nascosti sono molto amati nel contesto dei “cozy games” e il ritorno di uno degli esponenti più illustri del genere non può che essere un’ottima notizia. Gli sviluppatori pianificano di realizzare 15-20 aree per la pubblicazione iniziale del gioco, con altre da aggiungere come contenuti gratuiti in seguito. Come potete scoprire recuperando il trailer, il bello del gioco sta (anche) nelle interazioni bizzarre con gli oggetti e i personaggi presenti nelle ambientazioni. Hidden Folks 2 è un videogioco scanzonato e bizzarro che fa bene al cuore. Non vedo l’ora di giocarlo.

Sviluppatore: teaisfortoby! 
Editore: teaisfortoby! 
Data di pubblicazione: TBA 
Perché lo amerai: Un videogioco a enigmi tutto basato sul potere delle parole e disegnato a mano 

Restiamo sempre dalle parti dell’artigianalità dei videogiochi disegnati a mano anche con Patience is a Virtue, ma cambiamo decisamente genere, perché qui ci troviamo davanti a un videogioco tutto incentrato sulla risoluzione di enigmi impiegando le parole. “Patience is a Virtue è un videogioco a enigmi che parla della comunicazione con persone che non capisci”, recita la descrizione del prodotto su Steam. Protagonista è Louis, fresco di laurea, appena tornato nella casa in cui è cresciuto. Il problema è che ora è affetto da una malattia cronica e fa fatica a riconoscere le strade in cui è stato bambino. Per di più, una misteriosa entità lo perseguita e può comunicare solo tramite un registratore su cassette. Di conseguenza, il gameplay è tutto basato sulla comunicazione con chi sta intorno a Louis tramite parole che sono state già utilizzate dagli interlocutori (e quindi registrate dal protagonista). È un sistema originalissimo e affascinante che non vedo l’ora di testare provando la demo che è stata appena resa disponibile dallo sviluppatore su Steam. I temi trattati sono molto caldi e senz’altro coraggiosi: dalla transfobia alla difficoltà di accedere alle cure mediche in caso di malattie croniche, passando per la manipolazione emotiva e l’abilismo. Patience is a Virtue non ha ancora una finestra d’uscita fissata, ma si afferma già come un’opera da tenere d’occhio per il futuro dei videogiochi indipendenti.

Sviluppatore: Habitat Games 
Editore: Habitat Games 
Data di pubblicazione: TBA 
Perché lo amerai: Lisergica e pazzerella, questa avventura di esplorazione a trazione musicale promette un’esperienza a dir poco allucinatoria 

Un difetto che mi sento di recriminare a molte passate edizioni di Wholesome Direct sta nella curatela un po’ “tradizionalista”, spesso ancorata a una visione del “cozy gaming” tutta fatta di simulatori di fattoria e di city builder. Ecco, quest’anno possiamo tranquillamente affermare che la manifestazione non è caduta in questa trappola, e un prodotto profondamente irregolare e spiazzante come Wild Chorus ne è la chiara dimostrazione. Più simile a un trip sotto funghi psicoattivi che a un videogioco, Wild Chorus ci mette nei panni di una strana figura umanoide munita di cappello alle prese con la manaccia rappresentata dalla rottura delle Grandi Melodie e dalla conseguente avanzata del Silenzio. Opie è apprendista del Gran Maestro dell’Universo ed è quindi chiamato a ripristinare l’armonia che sta alla base di tutto, utilizzando strumenti musicali per tenere il Silenzio alla larga. Wild Chorus è meravigliosamente disegnato a mano ed è pieno di enigmi ambientali da risolvere con l’aiuto di varie tipologie di Spiriti del Suono alleati di Opie, tutti da scovare e da proteggere. Il gioco presenta sessioni di carattere musicale da svolgere con l’ausilio del flauto di Opie, ma non sembra trattarsi di un aspetto particolarmente complesso del gameplay, almeno in base a quanto mostrato nel trailer. Si tratta di un’opera prima piena di carattere per Habitat Games, studio che autopubblicherà il gioco. Al momento non è stata fornita una finestra d’uscita per Wild Chorus e non è disponibile una demo.

Pubblicato il: 11/06/2026

Ritorno alla carta

FinalRound diventa anche rivista cartacea! Clicca per ordinare la tua copia o per abbonarti

0 commenti

info@finalround.it

Privacy Policy
Cookie Policy

FinalRound.it © 2022
RoundTwo S.r.l. Partita Iva: 03905980128