Switch 2 trova gli altri e perde Nintendo

Gli annunci estivi di Nintendo descrivono una situazione sorprendentemente ribaltata negli equilibri tra le produzioni interne e quelle delle terze parti.

A furia di ripeterci per intere generazioni sulla scarsa disponibilità di giochi di terze parti per le console di Nintendo, è successo: come in quelle barzellette in cui qualcuno esprime un desiderio con troppa leggerezza, siamo arrivati al punto da avere i videogiochi di Capcom, di Square Enix e di tanti altri, ma siamo rimasti senza quelli di Nintendo. Il Nintendo Direct del “non-E3” 2026 è stato sorprendente per molti motivi, tra cui proprio l’inedito squilibrio tra titoli realizzati dagli studi collegati a Kyoto e quelli portati alla festa dagli altri editori. 

L’apertura, in questo senso, è stata esemplare. Dopo aver sbrigato velocemente la pratica Rhythm Paradise Groove, unico gioco della presentazione che nasce su Switch e che sarà disponibile tra poche settimane (2 luglio), ci si è infilati a sorpresa in un primo tunnel di “giochi altri”. A partire dalle proposte di Capcom, che conferma di essere tornata totalmente devota alla causa di Nintendo, come già denunciato prima nel periodo di lancio di Switch 2 con Street Fighter 6 e Kunitsu-Gami, poi più di recente con Resident Evil Requiem e Pragmata. Capcom tratta Switch 2 alla pari di PlayStation 5 e Xbox Series X|S, almeno finché le sarà possibile. Questa volta è toccato all’annuncio del nuovo Onimusha: Way of the Sword (25 settembre, come per le altre versioni) e del ritornante Dragon’s Dogma 2 (9 ottobre). Più avanti sarà la volta della conversione, assai meno stupefacente, di Devil May Cry 5.

Non è solo Capcom a essersi seduta al tavolo di Nintendo. Di nuovo nei primi minuti tocca a Stellar Blade di Shift Up. Qui, però, considerato il recentissimo teaser di Stellar Blade Blood Rain, l’effetto è attutito. Poi anche CI Games con Lords of the Fallen II. Ben fatto Nintendo, la scelta di dotare Switch 2 di un hardware significativamente muscoloso sta ripagando. 

L’intera trasmissione mi ha, però, ricordato proprio i Nintendo Direct dell’ultimo periodo di Switch. Quelle in cui un numero spropositato di videogiochi dalle ambizioni non proprio stellari si succedeva velocemente, mentre erano sempre più rari i lavori realizzati dagli studi di sviluppo di Nintendo. E ovviamente non è una bella sensazione. In realtà i nomi tirati in ballo sono di caratura ben più elevata, perché tra le altre conversioni compaiono Metaphor Re: Fantazio (12 novembre), una nuova versione di Minecraft (2026), Lies of P (6 agosto) e Muramasa Revenant Blades (da una perla dimenticata dell’epoca Wii). Tra i nuovi giochi Big Walk (4 agosto), Orbitals (3 settembre), Dragon Quest Monsters: Il regno sfiorito (3 dicembre) e soprattutto Final Fantasy Resonance (22 ottobre) e addirittura la calata di Kingdom Hearts IV (con una presentazione del gameplay che a livello tecnico mi è parsa molto preoccupante). A proposito di giochi che denunciano qualche limite tecnologico, è tornato a farsi vedere anche The Duskbloods di From Software, ma solo per annunciare un test dei server in estate.

Eppure ho spento lo schermo dopo 50 minuti con addosso un muso lungo che metà ne bastava. A ripensarci adesso, a qualche ora di sonno di distanza, forse è un giudizio ingiusto. Rimettendo assieme per questi primi paragrafi tutto quanto mostrato, mi chiedo se non sia un problema solo mio o comunque solo di chi, da una console di Nintendo, ha l’abitudine di pretendere quasi unicamente videogiochi proprio di Nintendo. Le esclusive realizzate tra Kyoto e dintorni e presentate al Nintendo Direct non sono state nemmeno così poche, a dirla tutta: prima è toccato al già noto Fire Emblem Fortune’s Weave (17 settembre), quindi al debutto assoluto di Xenoblade Genesis (2027) e di Nintendo Switch Sports Resort (22 ottobre), infine Splatoon Raiders (23 luglio) e il secondo remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time (previsto per un generico 2026). In mezzo anche gli usuali ma apprezzabili aggiornamenti per i giochi già disponibile, come l’espansione di Pokémon Pokopia o le riedizioni aggiornate dei tre episodi numerati di Xenoblade Chronicles.

Ecco, fingendo pure di trovare accettabile che di The Legend of Zelda: Ocarina of Time sia stato mostrato un teaser senza sequenze di gioco (e no, non lo trovo accettabile), tutto il resto si è mosso nel solco del prevedibile e addirittura nel previsto. L’unica novità effettiva è l’ennesima riproposizione del fu Wii Sports, che pur trovando colorato e rassicurante come sempre, non mi accende chissà quale fantasia. Dopo un primo anno di Switch 2 passato ad aspettare giochi di rilievo realizzati da Nintendo, era non solo auspicabile ma anche logico attenderseli proprio all’interno di questa trasmissione. Era il momento sensato per farlo, più che altro perché si era accumulato ritardo nei dodici mesi precedenti. 

Non è il caso di aggiungere battute sull’eterno assente, F-Zero, perché qua la situazione è più seria. Nintendo ha rimpinzato di date il suo autunno, tenendosi pure lei bene a distanza da quel novembre su cui pende la maledizione di Grand Theft Auto VI (è un settore pericolante, quello che vive nel terrore di un singolo gioco altrui). Sono tutte date più che benvenute, perché riguardano i prossimi mesi e non i prossimi anni, ma… tutto qui? Capisco bene che quando hai nei tuoi archivi un numero imbarazzante di nomi e IP da giocarti, come succede a Nintendo, il rischio che qualcuno ti dica: “X non mi interessa, io volevo Y” sia tanto alto quanto effettivamente ingiusto. Ma qui c’è una concentrazione esagerata di giochi di ruolo o simili (Fire Emblem e l’ormai prezzemolino Xenoblade Chronicles) e l’assenza di giochi d’azione più tradizionali. Non si vede uno scampolo di un nuovo gioco in 3D di Mario da nove anni. Ma per quanto mi riguarda mi sarebbe andato bene molto altro, anche di differente da Mario, Metroid, Pikmin, Luigi. Anche qualcosa di semplicemente nuovo e differente e che mettesse in pieno risalto le possibilità di Switch 2.

Mi sono fatto l’idea che Capcom stia provando molto più che Nintendo a spingere Switch 2 con i suoi giochi. Come si diceva in quel meme: “cioè si sta ribaltando la situazione!”. Come se un vero punto di equilibrio, questa tormentata Nintendo di enorme successo, non riesca proprio a trovarlo. Forse cambierà tutto entro sei mesi e forse anche Splatoon Raiders tornerà ad avere i colori della serie principale, da qui al 23 luglio (non è possibile ovviamente), ma per ora è tutto un po’, tristemente, desaturato. 

Che questo Direct abbia ricordato, almeno a me, gli ultimi degli anni di Switch non è un caso. C’è una linea di continuità tra Switch e Switch 2 e forse non dovremmo parlare di linea ma di autostrada. Sta succedendo tutto quello che Nintendo si era auspicata: il mantenimento assoluto dello status quo. Le vendite sono stellari, anche se in rallentamento, e il sentimento generale è di apprezzamento. Perché cambiare ora le cose? Cosa c’è da cambiare? Questa è una Nintendo di vacche grasse e quindi di conservazione

Forse quell’idea di precarietà, che si rifletteva nel ridicolo ritornello “Nintendo is doomed” (rilanciato da una parte di pubblico in modo superficiale nei periodi più complicati dell’azienda giapponese), era una leva utile e oggi addirittura auspicabile.

Pubblicato il: 10/06/2026

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1 commento

Deluso anche io dalle proposte first-party, e il remake di Ocarina of Time (per me capolavoro senza tempo) annunciato così mi dice poco e niente. Anche lo stile grafico intravisto non mi fa impazzire, potevano osare di più, magari evolvendo lo stil …Altro... Deluso anche io dalle proposte first-party, e il remake di Ocarina of Time (per me capolavoro senza tempo) annunciato così mi dice poco e niente. Anche lo stile grafico intravisto non mi fa impazzire, potevano osare di più, magari evolvendo lo stile di BOTW e TOTK senza più i limiti tecnici di Switch 1..

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