Xbox Showcase 2026: “chi è lo re?”
Il solito spettacolo di buon livello di Xbox, che mette di nuovo in luce un annoso problema di leadership.
È complicato trovare un senso a quello che Xbox porta al tavolo del non-E3, l’accumularsi di eventi digitali (e in minima parte pure organizzati nel mondo reale) che affollano la prima settimana di giugno dei videogiochi. Seguire i circa settanta minuti dell’Xbox Showcase non può servire per capire se e quanto sia malato il paziente: Xbox è malato e lo è da tempo. Tuttalpiù oggi si potrebbe sprecare la battuta che con l’arrivo di un nuovo CEO, Asha Sharma, si sia fatto ancora più verde in volto.
Il cambio ai vertici dirigenziali degli ultimi mesi al momento ha prodotto molto movimento d’aria di Sharma, che, almeno pubblicamente, si sta dando da fare più per guadagnarsi un po’ di credito tra i più invasati dei sostenitori di Xbox, che per rimettere in piedi un pezzo di azienda di Microsoft che ormai molti anni fa dava grandi soddisfazioni. Iniziative come riportare il logo all’antico splendore del verde o suggerire una stilizzazione del nome che prevede solo lettere maiuscole, sono solo di facciata. Possono servire anche queste, ma ho la sensazione che Sharma stia solo facendo i grattini alla pancia di una fanbase che va riducendosi da anni, quando a Xbox servirebbe una terapia d’urto di un qualche tipo.
Intanto Sharma ha provato a lasciare la firma sull’Xbox Showcase 2026 fin dai primi istanti. Quando si è concluso il filmato di gameplay di un onesto e volenteroso Gears of War E-Day, Sharma è salita sul palco virtuale per indicare il gioco come un’esclusiva di Xbox Series X|S tra le console (vuole dire che arriverà comunque su PC). Sembrava il primo di molti annunci simili e la CEO di Xbox si era già spesa in tempi recentissimi per suggerire un ritorno delle esclusive per la sua console. Alla fine, invece, di oltre 15 giochi prodotti da studi di proprietà di Microsoft e mostrati durante l’evento, la maggior parte verrà pubblicata anche per PlayStation 5, qualcuno anche per Switch 2. Ad accompagnare Gears of War E-Day nel suo slancio verso la tradizione rimane solo Clockwork Revolution, l’ennesimo (promettente) GdR d’azione di Inxile.
Potrebbero essere i primi risultati di una nuova guida che si è insediata da poco e non ha avuto ancora il tempo di imprimere la propria impronta, ma questo naturalmente lo capiremo tra qualche anno. Oggi invece si può apprezzare l’ennesimo buon risultato di Xbox tra gli eventi dedicati agli aggiornamenti di fine primavera di questo settore. Sono almeno dieci anni che gli Showcase di Xbox riescono a fare bella figura con discreta costanza: non accade ogni singola volta, ma a mia memoria si sono chiusi più frequentemente tra gli applausi (reali o virtuali) che i fischi. Il problema è che rimangono vittorie di Pirro, incapaci poi di trasformarsi in qualcosa di più concreto. È come se ogni buona promessa si diluisse quando deve trasformarsi in un videogioco capace di trascinare di nuovo Xbox, e non tanto nelle vendite, quanto nell’immaginario collettivo. Nella capacità di un gioco degli Xbox Game Studios di essere rilevante, di diventare almeno per qualche settimana quello di cui parlano tutti e per qualche mese o anno quello che gli altri sviluppatori imitano.
Forse il problema sta nell’abilità con cui Microsoft tiene assieme una manciata ben misurata di giochi promettenti, ma raramente in grado di far girare la testa. Perché a Xbox non serve una squadra affiatata e di buon livello, ma una superstella che faccia venire le palpitazioni al pubblico e ai colleghi. Ci sono state superstelle all’Xbox Showcase 2026? E chi lo sa, lasciatemi rispondere solo quando sarò al calduccio del senno di poi. Se invece dovessi sbilanciarmi oggi, direi che solo Fable ha i tratti di chi può diventare un capoclasse coi controcosi. La presenza del gioco di ruolo di Playground Games all’evento si è concretizzato in un filmato appariscente che ha presentato alcuni dei personaggi e degli attori che si sono prestati alla performance capture: su tutti Hayley Atwell e la sua Isabel, il nemico principale del gioco. Atwell è più nota per aver interpretato Peggy Carter nell’universo cinematografico Marvel e Isabel si è presentata su schermo con un’interpretazione profonda, che ha parlato anche a favore del livello tecnologico raggiunto dal gioco (a cui è stata regalata una data di pubblicazione: 23 febbraio 2027). Quanto visto finora di Fable concede il lusso della speranza, cioè di sperare e immaginare che possa diventare quello che serve a Xbox. Ma uscirà anche per PlayStation 5 e quindi, come dire…
Il resto del pacchetto è stato comunque di buon livello. A partire da Halo: Campaign Evolved (28 luglio, anche su PS5), in cui è prevista un’operazione costituita da tre missioni inedite. Sarà interessante capire se l’approdo di Master Chief nei porti di PlayStation aiuterà la serie a ritrovare lo spunto che manca da un paio di generazioni. Se parliamo di IP che si sono deteriorate nel tempo, perdendo progressivamente la propria presa sul pubblico senza comunque poter mai incolpare un singolo episodio o una scelta precisa, l’esempio di Halo è perfettamente rappresentativo. Portare il gioco su PlayStation è l’ultima possibilità rimaste a Microsoft per ridare lustro ad Halo (a meno che non le riesca di tirare fuori un capitolo inedito all’altezza dei primi due, ma non succede da oltre vent’anni e quindi non ci conterei troppo).
L’elenco di giochi realizzati dagli Xbox Game Studios, Mojang, Activision e Bethesda rimane ammirevole per quantità, ma come già detto è la qualità che rimane tutta da dimostrare. La tradizione parla a loro sfavore. Come già detto non sono i giochi di livello discreto a mancare a Xbox, ma i trascinatori e per ora non ne vedo altri rispetto a Fable. State of Decay 3 o Minecraft Dungeons 2 convinceranno soprattutto chi è già interessato a loro. I molteplici aggiornamenti di giochi persistenti come Sea of Thieves (la stagione 20 parte il 18 giugno), Fallout 76, The Elder Scrolls Online (nuova stagione dall’8 luglio) e Flight Simulator (doppia tornata di contenuti tra luglio e l’autunno), non smuoveranno le acque. Sono comunque impegni che testimoniano il rispetto di Microsoft verso le singole community che si sono formate attorno a ogni gioco, ed è un merito da non sottovalutare.
Mi pare più interessante quello che si può dire di Senua, non l’ennesimo gioco di Ninja Theory nel mondo di Hellblade, ma un rilancio basato su un modello di gioco che ricorda le origini del team inglese: azione e combattimento che vincono su racconto e introspezione. Ho la sensazione che Hellblade 2 sia piaciuto di più a chi assegna i premi a fine anno che a chi deve passare delle ore con il controller tra le mani, la scelta alla base di Senua mi pare avere una logica.
Lo spazio riservato ai giochi di altri editori ha concesso qualche apprezzabile sorpresa. Crazy Taxi World Tour di Sega impressiona di più per il fatto di esistere, che non per il poco (di non troppo esaltante) fatto vedere – ma voglio comunque continuare a crederci. Persona 6 è un “ci stiamo lavorando” con poco o nulla da elaborare. Wo-Long 2 di Koei Tecmo non fa rizzare i capelli sulla testa, ma potrebbe consolidare un periodo prolifico e convincente del gruppo giapponese. Ancora più interessante è il nuovissimo Magician’s: The Devil’s Deal, in cui si affronta un’avventura in prima persona con gli strumenti di un illusionista. È realizzato dagli australiani di Uppercut Games (già autori della serie Submerged). Sempre curioso Valor Mortis, Soulslike con elementi FPS a tinte horror che può giocarsi la carta di Vincent Cassel nei panni del Napoleone protagonista.
In tutto questo la comunicazione di Xbox è stata precisa e coerente a quella già imposta da Phil Spencer da anni: le esclusive sono poche o nulle, ma il cartello “giocaci dal primo giorno su Game Pass” è stato mandato con grande frequenza. Se Sharma vorrà imporre una nuova rotta a Xbox, più simile a quella dei suoi primi quindici anni circa, non ha avuto ancora tempo a sufficienza per farlo. L’Xbox Showcase 2026 ha mantenuto quindi l’impronta già nota: il cuore del business dei videogiochi di Xbox è ancora nel Game Pass.
Buone notizie per quel che riguarda la responsabilità verso il settore e il pubblico, dimostrata privilegiando videogiochi di uscita più o meno vicina nel tempo e riducendo sensibilmente i teaser impalpabili. Dei 28 giochi mostrati solo Persona 6 non ha un periodo di lancio annunciato. Per il resto ci sono molte date che cadono nei prossimi sei mesi dell’anno e una manciata abbondante di “2027”. Che, è vero, fanno sempre in tempo a slittare al 2028, ma di tutti si è visto qualcosa o addirittura molto di concreto e allora è più facile coltivare la speranza che non finiscano per scomparire per intere stagioni. Beh, un momento: “quasi tutti”. L’annuncio di Activision di Spyro A Realm Beyond è stato accompagnato da una brevissima sequenza che pareva avere ben poco di un sistema di gioco già definito, vedremo se sarà l’eccezione o la conferma di quanto appena scritto.
La certezza, tanto per non sbagliarsi, è che nemmeno Spyro potrà risolvere il problema di leadership di Xbox.
Pubblicato il: 08/06/2026
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