Vivisezionando lo State of Play

Impressioni, numeri e possibili tendenze dalla trasmissione con cui Sony apre il non-E3 2026.

Se dovessimo provare a descrivere il momento in cui si trova l’intero settore dei videogiochi partendo dallo State of Play trasmesso da Sony il 2 giugno, ci sarebbe da giurare che rispetto ai trend degli ultimi anni è cambiato quasi tutto. Dei ventiquattro giochi mostrati solo uno è stato a chiara vocazione multiplayer e online ed è Marathon di Bungie, già disponibile da mesi e presente all’evento solo per segnalare la prossima stagione, Nightfall. Dopo il disastroso lancio di Concord nel 2024 e la cancellazione di più progetti, la produzione di Sony di nuovi Games as a service sembra sostanzialmente ferma. O, almeno, non ha meritato, per scelta o per tempistiche, alcuna attenzione nell’evento che ha aperto il ballo del non-E3 2026.

I circa settanta minuti di State of Play non sono comunque sufficienti a tracciare davvero un percorso e a tirare delle conclusioni che siano valide per l’intero settore, pure se parliamo del leader della fetta più tradizionale e in vista di questo mondo. E questo rimane valido anche se gli svariati ospiti di Sony, cioè gli altri editori che hanno portato i loro trailer, hanno confermato la stessa filosofia: più spazio ai giochi single player e offline. In particolare a varie forme di giochi d’azione in cui menare è l’attività più frequente su schermo. Sony stessa ha portato Wolverine e Tokon in apertura e poi la sorpresa conclusiva di God of War Laufey. In mezzo anche Phantom Blade 0 (S-Games), l’edizione rimasterizzata di Dynasty Warriors 3 (Koei Tecmo), il sempre promettente Onimusha Way of the Sword (Capcom) e Control Resonant (Remedy). 

Solo le atmosfere horror sono riuscite a comparire con discreta frequenza (anche se inferiore a quella dei giochi di menare), con Until Dawn 2 (Sony) che spicca su tutti e gli interessanti Silent Hill Townfall (Konami) e Ill (Mundfish) a ben figurare. Sorprendente la presenza di un gioco come Stuntman Hollywood (Saber), in cui si guidano veicoli di vario tipo e non porta il nome di un franchise già conosciuto. Possiamo anche nutrire la speranza  di vedere un gioco di guida differente, ogni tanto! 

Non cambia in maniera significativa, invece, il peso dei videogiochi che sono remake e remaster. Ne abbiamo visti tre, tra cui il nuovo Rayman Legends Retold (Ubisoft), che ci ricorda quanto in fretta possano passare il tempo (l’originale ha ormai ben tredici anni), e il già noto e spettacolare Tomb Raider: Legacy of Atlantis (Amazon Games Studios).Probabilmente è troppo presto per dire che qualcosa di differente ci sia da mettere a registro anche riguardo all’approccio e ai tempi con cui vengono presentati i progetti, ma questo non toglie che l’uscita prevista per la maggior parte dei giochi mostrati sia nei mesi rimanenti del 2026, con solo un numero esiguo che è stato annunciato per il 2027 e due miseri “vi faremo sapere” (Stuntman Hollywood e God of War Laufey). È un apprezzabile passo in avanti per un settore drogato di un’eiaculazione precoce spesso a favore degli azionisti (mio dio come suona male) e a discapito della clientela pagante. Il fascino del grande progetto di cui non si sapeva nulla non passa mai, ma spero che siamo tutti d’accordo nel ritenere insopportabili gli anni di silenzio che possono seguire quando si apre bocca e si gira un trailer troppo presto. Quindi bene così e tanti saluti a Intergalactic di Naughty Dog, che non vediamo dal dicembre 2024: bevi molto e mangia tanta verdura, se riesci chiama a zia ogni tanto. 

Rimanendo sulle date di uscita: alleluia! Sappiamo finalmente un po’ del menu di fine estate e inizio autunno: ben sette giochi hanno annunciato un debutto nel 2026. E nessuno si spinge più in là del 1° ottobre. Sarà un settembre intenso, in cui cercare di far quadrare in qualche modo le 24 ore della giornata con quelle richieste da un certo numero di giochi e, caso mai vi capitasse, pure con gli impegni di lavoro o di studio. Poi, misteriosamente, dopo il 1° ottobre tutto si ferma. Nemmeno uno dei giochi dello State of Play è stato annunciato per la seconda parte di ottobre o la prima di novembre, da sempre le settimane di maggiore visibilità e frequentazione nel calendario dei videogiochi. Insomma, tutti che corrono a prendersi i panini migliori al buffet prima che arrivi Grand Theft Auto VI. Pensa se poi lo rimandano di nuovo (non lo rimandano di nuovo).

Rispetto ad altre edizioni dello State of Play è cambiata anche la composizione geografica dei partecipanti, con una partecipazione in proporzione più pacata del Giappone e un solo gioco a testa per le software house cinesi e coreane (rispettivamente Phantom Blade 0 di S-Games e Bancho the Chef di Mintrocket). Europa e Stati Uniti si mantengono all’incirca sui volumi dei padroni di casa giapponesi. 

Se pensate che si debba anche parlare di videogiochi, cioè di come sono sembrati questi videogiochi dello State of Play, rispondo che intanto continuo a non riuscire a capirlo dai soliti trailer montati ad arte (non mi stupisce che solo Sony si sia ritagliata del tempo, molto tempo, per mostrare con sequenze di gameplay come funzioneranno realmente Wolverine e God of War Laufey – la festa è mia e i riflettori grandi li giro sui miei). E poi che da quel poco che ho visto o ho capito, punto un po’ di stelline su Kemuri, il gioco d’azione in salsa yokai e con modalità cooperativa a tre con cui debutta finalmente lo studio Unseen di Ikumi Nakamura (già director di Ghostwire: Tokyo). Di nuovo confortante quanto visto di Silent Hill Townfall, che rischia di chiudere una grande annata di rilancio per Silent Hill e per Konami, ma pure Until Dawn 2 (che tra i trailer ha figurato particolarmente bene, per la natura cinematografica della serie) e God of War Laufey, altamente spettacolare e finalmente con meno barba (ma il titolo è migliorabile).

Che questo State of Play abbia traghettato Sony e un pezzo non secondario del settore verso un periodo di maggiore consapevolezza (date di uscita) e pacatezza negli investimenti (assenza dei games as a service) non può ancora essere detto. È possibile che saranno gli spettacoli di Xbox e lo showcase del Summer Game Fest a confermarlo o smentirlo.

Sediamoci comodi, siamo solo all’inizio.

Pubblicato il: 03/06/2026

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