RADAR
I videogiochi indie più interessanti di aprile 2026
Il 2026 entra sempre più nel vivo e nel mese di aprile ci attendono dei graditi ritorni da parte di studi già noti nel panorama indipendente e anche alcuni debutti di grande rilievo. Dopo il clamoroso Thirsty Suitors, Outerloop Games farà nuovamente parlare di sé con un GDR che – ancora una volta – parte dal cibo per raccontare storie di vita e di comunità; d’altro canto, abbiamo due debutti molto attesi, ossia il più volte rinviato REPLACED e MOUSE: P.I. For Hire, entrambi da tempo attenzionati da parte di tutto il team di FinalRound. Insomma, come sempre ci sarà tanto di cui discutere, e in effetti questa puntata di Radar presenterà cinque videogiochi in arrivo nel prossimo mese invece dei soliti quattro, perché c’era bisogno di un po’ di spazio in più.
Accendete il vostro radar: si parte!
Sviluppatore: Sad Cat Studios
Editore: Thunderful Publishing
Quando e dove: 14 aprile su PC e Xbox Series X/S
Perché dovresti tenerlo d’occhio: Un platformer 2.5D dai toni smaccatamente cyberpunk che ha affascinato il pubblico fin dal primo trailer
Pochi videogiochi indipendenti hanno fatto parlare di sé prima dell’uscita tanto quanto REPLACED, opera prima di Sad Cat Studios. Il pubblico non sembra averne mai abbastanza di storie dalle tinte cyberpunk che strizzano l’occhio in maniera diretta all’estetica che ha reso celebre Blade Runner di Ridley Scott. In questo platformer 2.5D c’è un po’ la summa del genere: una megacorporazione tanto potente quanto inquietante, chiamata Phoenix Corporation; un’intelligenza artificiale intrappolata all’interno di un corpo umano; una versione alternativa degli Stati Uniti d’America deturpata da una catastrofe nucleare che sembra uscita da un romanzo di Philip K. Dick. Di REPLACED preoccupano i tanti rinvii, mentre affascinano le buone idee viste nella demo pubblicata di recente: combattimenti prevalentemente ravvicinati, con un utilizzo soltanto occasionale della pistola (da ricaricare con sequenze di calci e pugni); un impatto estetico notevole, con una gestione interessante dell’illuminazione e delle superfici; un senso costante di tensione che ben si sposa con le tinte scure del comparto narrativo. REPLACED promette di parlare di identità, potere e umanità: riuscirà a farlo in maniera originale e con un suo tono di voce, in un contesto sovrappopolato come quello del cyberpunk? Quel che è certo è che il tema della minaccia nucleare risuona forte nei cuori di molti oggi, in maniera non dissimile da quanto avveniva qualche decennio fa, nel periodo della Guerra Fredda. Scopriremo a breve se REPLACED riuscirà a inserirsi nel solco delle già tante belle produzioni indipendenti di questo 2026, salvo che arrivi un nuovo rinvio. (Sarebbe molto in tono con la nota “maledizione di Radar”...).
Sviluppatore: Outerloop Games
Editore: Outerloop Games e Outersloth
Quando e dove: 14 aprile su PC
Perché dovresti tenerlo d’occhio: Coloratissimo e fuori dagli schemi, Dosa Divas sembra un seguito perfetto nell’originale percorso di Outerloop Games all’interno del mondo dei videogiochi dopo il meraviglioso Thirsty Suitors
Nemmeno tre anni fa, Thirsty Suitors mi aveva lasciata di stucco con una storia di famiglia, cucina e amore che piegava gli schemi dei GDR a turni tradizionali in maniera deliziosamente queer, trasformando questo genere polimorfo in un veicolo perfetto per l’elaborazione di retaggi familiari, individuali e comunitari. Il tutto con uno stile coloratissimo e scanzonato, e con la possibilità di risolvere i combattimenti con la vera e unica arma di fine di mondo: le ciabattate della mamma. Il team torna con Dosa Divas, ancora una volta un GDR a turni, ma stavolta con uno stile più marcatamente sci-fi. Le sorelle Samara e Amani si mettono in viaggio insieme a un antico mecha senziente per combattere un impero del fast-food a colpi di... padella e tradizioni culinarie. Outerloop Games ha sempre un’energia fuori dal comune, e Dosa Divas sembra essere esplosivo tanto quanto Thirsty Suitors. Il cibo resta al centro della scena: cucinando piatti tradizionali con ingredienti semplici e naturali, Samara e Amani risvegliano le popolazioni soggiogate dal cibo ultraprocessato permettendo loro di riscoprire tradizioni e memorie collettive tramandate proprio attraverso le ricette locali. È un tema molto attuale nel nostro mondo dominato da una crescente standardizzazione del cibo, senza contare che le sessioni di cucina sono interessanti tanto da un punto di vista ludico, quanto da quello narrativo, costituendo occasioni preziose di dialogo e di confronto tra i vari personaggi di Dosa Divas. Se vi va, potete provare gratuitamente la demo su Steam per constatare di persona – e i salvataggi della demo potranno essere utilizzati all’uscita del gioco.
Sviluppatore: Inresin
Editore: Super Rare Originals e Gamersky Games
Quando e dove: 16 aprile su PC, PlayStation 5 e Nintendo Switch
Perché dovresti tenerlo d’occhio: Capovolgi completamente la prospettiva: nei panni (anzi, nelle zampe) di un geco si sta benissimo!
Amo pochi animali al mondo tanto quanto i discreti gechi, compagni silenziosi delle serate all’aperto in campagna. Tu te ne stai seduto a goderti il fresco, e loro sono inerpicati sul muro in posizioni improbabili, in attesa di un moscerino o di una zanzara come snack. Durante la scorsa gamescom, ho avuto l’occasione di provare la demo di Gecko Gods e così sentirmi un geco per una mezz’ora. È stato fantastico e decisamente inaspettato. Ci troviamo in una landa abbandonata, piena di antiche rovine da esplorare in maniera decisamente non convenzionale. Gecko Gods è un’avventura fatta di esplorazione e di risoluzione di enigmi da approcciare in un modo a cui non siamo abituati. I gechi possono arrampicarsi senza problemi su qualsiasi superficie, e ciò ha un impatto imponente sul design delle ambientazioni del titolo prodotto da Inresin. La demo – ora disponibile gratuitamente su Steam – è una continua sorpresa, proprio grazie a questo capovolgimento di prospettiva che ci sposta nei panni di una creatura con caratteristiche completamente diverse da quelle dell’essere umano. Le animazioni sono eccellenti, così come il comparto artistico nel suo complesso, curato fin nei minimi dettagli per costruire un arcipelago pieno di segreti: chi ha costruito quelle strutture maestose? C’erano degli umani, qui, un tempo? Mentre ci si pone queste domande, è opportuno sgranocchiare qualche insetto, di tanto in tanto. Gecko Gods è originale, coinvolgente e anche sfidante: la soluzione agli enigmi è spesso a portata di zampa, ma magari non ci pensiamo subito perché... non siamo abituati a pensare come un geco. Provate e non ve ne pentirete.
Sviluppatore: Fumi Games
Editore: PlaySide
Quando e dove: 16 aprile su PC, Xbox One e Xbox Series X/S, PlayStation 4 e PlayStation 5 e Nintendo Switch 2
Perché dovresti tenerlo d’occhio: L’investigatore privato Jack Pepper non le manda certo a dire in questa avventura realizzata con lo stile di un cartone animato degli anni Trenta
Quasi dieci anni fa, il fenomeno Cuphead ha travolto il mondo dei videogiochi come un tornado. Difficilissimo, rigoroso eppure irresistibile per il suo stile fuori di testa, il titolo prodotto da Studio MDHR aveva fatto breccia nei cuori di milioni di giocatori soprattutto grazie alla sua idea di base: creare un videogioco ispirato all’estetica delle serie animate statunitensi degli anni Trenta del Novecento, e in particolare al lavoro di pionieri come i fratelli Max e Dave Fleischer. MOUSE: P.I. For Hire riprende questa idea di guardare all’animazione del passato con la lente del medium di intrattenimento più futuristico di tutti: il videogioco. Dimenticate i colori brillanti di Cuphead, però, e benvenuto bianco e nero. In questa avventura sparatutto in prima persona, vestiremo i panni dell’investigatore privato Jack Pepper, in passato eroe di guerra, ora impegnato a indagare sul caso di una persona scomparsa che però sembra nascondere molto, molto di più. Corruzione e omicidi fanno da sfondo alla storia a tinte fosche di MOUSE: P.I. For Hire, e l’azione fa la parte del leone con un arsenale di armi da fuoco (spesso reinterpretate in maniera del tutto bizzarra) e con un potenziamento alimentare per quando ci vuole una spintarella in più: gli spinaci! L’ambientazione del gioco è Rattopoli, una sorta di New York riveduta e (s)corretta che sembra nascondere tutti i mali e le storture del mondo. Da segnalare una colonna sonora registrata da un’orchestra jazz in stato di grazia – almeno in base a quanto sentito finora.
Sviluppatore: Nagai Industries
Editore: Nagai Industries, Beep Japan Inc. e Serenity Forge
Quando e dove: 30 aprile su PC, Xbox Series X/S, PlayStation 5 e Nintendo Switch
Perché dovresti tenerlo d’occhio: La vita del Giappone rurale degli anni Novanta vista dall’interno di un konbini
I piccoli negozi di provincia sono un affascinante microcosmo relazionale. È per questo che guardo da tempo con interesse a inKONBINI: One Store. Many Stories, videogioco gestionale ambientato in un konbini giapponese negli anni Novanta. Magari non tutti conoscono questo termine, quindi ecco una breve spiegazione per voi: i konbini sono minimarket aperti ventiquattr’ore su ventiquattro, sette giorni su sette, capaci di soddisfare ogni necessità quotidiana. Un caricatore per il cellulare, una maschera per il viso, una canottiera, o magari uno snack al volo: troverete sempre un konbini aperto per ogni emergenza (o desiderio futile). In inKONBINI: One Store. Many Stories vestiamo i panni di Makoto, incaricata di gestire i turni notturni del negozio di proprietà della zia. Durante l’ultima settimana estiva, prima del ritorno all’università, Makoto dovrà riordinare gli scaffali, rifornire i prodotti, assistere la clientela e, soprattutto, prestare attenzione alle storie di chi varca la soglia del negozio per entrare in questo mondo parallelo in cui tutto è a portata di portafoglio. inKONBINI: One Store. Many Stories rientra nel più ampio alveo dei cozy games, espressione vaga all’interno della quale rientrano videogiochi appartenenti a molti generi diversi, di frequente gestionali con ambientazione di tipo lavorativo. Perché spesso il lavoro dà più soddisfazioni nella proceduralità del virtuale che nella complessità – e nelle tutele spesso scarse – della vita reale. E, in effetti, giocare a inKONBINI dà un grande appagamento e un forte senso di relax, se amate mettere a posto i sandwich in base al tipo e controllare che tutte le bibite abbiano l’etichetta girata verso i clienti.
Pubblicato il: 26/03/2026
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