Usi e costumi di (un buon) State of Play

Annunci, aggiornamenti, ritorni e raccolte per i prossimi mesi di PlayStation.

Anni di trasmissioni come State of Play (Sony), Developer_Direct (Xbox) o Direct (Nintendo) hanno di fatto definito un genere “letterario” dentro cui si muovono o dentro cui il pubblico si aspetta che si muovano. Gli oltre sessanta minuti con cui, nella tarda serata del 12 febbraio, il mondo PlayStation ha fatto rapporto a milioni di persone, si sono districati piuttosto agilmente dentro quei confini. C’è stato l’annuncio iniziale a sorpresa e pure “one last thing”, che è coincisa con il sempre apprezzato disvelamento di un gioco che viene messo a disposizione nell’esatto momento in cui se ne sta parlando (il più tradizionale degli “shadow drop”). 

Tanto per cominciare vale la pena smarcare subito l’usuale quota di giochi da catalogo, cioè riproposizioni di titoli già pubblicati in passato. I continui recuperi di giochi che sono già stati è la logica e prevedibile conseguenza del modo in cui i grandi editori hanno deciso di strutturare il mercato, cioè alzando delle barriere (tecnologiche o meno) tra generazioni di hardware che rendono impossibile continuare a utilizzare un’ampia porzione di videogiochi. Ma è anche una necessità per quegli stessi editori che a operazioni simili si affidano per puntellare i risultati fiscali, da nutrire anche quando un nuovo gioco di altissimo profilo non è ancora pronto. Tenuto conto dei tempi sempre più dilatati che richiede lo sviluppo di un gioco AAA e dei rischi a cui va incontro, i ripescaggi dal catalogo sono e saranno sempre più presenti. E, dopotutto, è anche un modo sensato per trattare un pubblico demograficamente sempre più ampio (l’opzione più rispettosa sarebbe quella di smetterla di rendere inaccessibili i giochi in prima battuta).

Così Ubisoft annuncia Rayman 30th Anniversary Edition (13 febbraio), che affida alle cure della miracolosa Digital Eclipse (Tetris Forever, Mortal Kombat Legacy Kollection). Legacy of Kain: Defiance Remastered (3 marzo) si dà una pettinata in HD e recupera addirittura il prototipo di un seguito il cui sviluppo venne interrotto (è stato anche annunciato Legacy of Kain: Ascendance, un nuovo episodio in 2D stile 16 bit). Dead or Alive 6 Last Round (25 giugno) ritira fuori dal cassettone l’ultimo episodio del picchiaduro a incontri di Tecmo, risalente ormai al 2012, in un omaggio alla mossa Virtua Fighter 5 di Sega del 2025. Konami si aggiunge svelando i contenuti di Metal Gear Solid Master Collection Vol. 2 (27 agosto), cioè Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots, Metal Gear Solid: Peace Walker e Metal Gear: Ghost Babel. Sony stessa partecipa al festival delle amicizie che non finiscono mai, annunciando di essere al lavoro sul remake della trilogia originale di God of War

L’universo narrativo che ha partorito Kratos è quello a cui si affida di nuovo Sony per il lancio a sorpresa già citato: God of War: Sons of Sparta, un gioco d’azione basato prima di tutto sui combattimenti, tutto 2D. Illustra il giovane Kratos negli anni della sua agōghḕ, la brutale educazione spartana per futuri, formidabili, guerrieri. Assieme a Kratos ci sarà, anzi c’è già, anche il fratello. God of War: Sons of Sparta è stato scritto dallo studio di Santa Monica di Sony, lo stesso che si occupa della serie principale, e sviluppato da Mega Cat Studios. Non si può scivolare via da God of War: Sons of Sparta senza aver detto che pare funzionare più per il risultato scenico di aver assolto all’aspettativa di uno shadow drop, che per la qualità che traspare dalle sequenze di gioco. Il curriculum vitae di Mega Cat Studios, che include solo giochi mai capaci di farsi notare dai radar del grande pubblico, non aiuta a nutrire chissà quale speranza.

L’effetto di God of War: Sons of Sparta è stato ulteriormente ridimensionato dall’annuncio di un altro gioco tutto 2D, che lo ha preceduto di qualche minuto: Castlevania: Belmont’s Curse. Konami torna a pubblicare un nuovo episodio della serie Castlevania a dodici anni di distanza dall’ultima volta (Castlevania: Lords of Shadow, 2014) e a tredici dal precedente tentativo di un metroidvania classico in due dimensioni (Castlevania: Lords of Shadow – Mirror of Fate, 2013). A occuparsene sono Motion Twin ed Evil Empire, gente che ha già dimostrato di saperci fare con Dead Cells e The Rogue Prince of Persia. Per estetica e suggestioni, Castlevania: Belmont’s Curse sembra già indirizzato sulla giusta strada. 

Lo spazio che Konami si è ritagliata è stato ampio e testimonia definitivamente in favore della voglia del (ex?) gigante giapponese di tornare alla produzione piena di tanti videogiochi, abbandonando la francamente deprimente parentesi degli ultimi dieci anni. Silent Hill: Townfall, già annunciato ma fermo a un teaser del 2022, riporta alle atmosfere da Stati Uniti depressi tipica della serie, ma sposta il punto di vista scegliendo una visuale in prima persona. Arriverà nel 2026 ed è in fase di realizzazione assieme ad Annapurna e Screen Burn Interactive. Addio alla radio, il nuovo dispositivo utilizzato per intercettare, in qualche modo, presenze ostili/paranormali, è un televisore portatile riacchiappato dagli anni Ottanta. Certo, se fosse stato un Game Gear con il suo TV Tuner saremmo già scivolati verso l’epico, ma quanto mostrato di Silent Hill: Townfall promette comunque molto bene.

Non ci dovrebbero essere presenze paranormali in John Wick, titolo provvisorio, su cui è al lavoro Saber Interactive. Il trailer ha messo sul tavolo azione elegante e ultraviolenta, con una versione digitale di Keanu Reeves più che rispettabile. Se non c’è il titolo definitivo, figurarsi come potrebbe esserci una data di uscita: ci si fa bastare sapere che verrà pubblicato anche per PC e Xbox (qualsiasi cosa voglia dire, ricordandovi che anche questo articolo probabilmente è un Xbox – ma non quello che avevate pagato 400 euro nel 2020, ops!). 

Tra gli aggiornamenti finali, quelli cioè che precedono giochi ormai pronti a sgommare fuori dalle officine (e che sperano di non lasciare sgommate di differente natura): Resident Evil: Requiem (27 febbraio), con un romantico ritorno alla stazione di polizia di Resident Evil 2, ma pure 007: First Light (27 maggio), che più lo vedi e più pensi agli avvocati di Nathan Drake. Svelata anche la data del DLC Legends di Ghost of Yotei (10 marzo) e gli ultimi dettagli di Saros (30 aprile). Di nuovo convincente lo spezzone di gioco di Star Wars Galactic Racer, un Burnout nell’Orlo Esterno, curato da parte del team di sviluppo proprio della classica serie di giochi di guida e incidenti stradali di inizio anni 2000. Tra i ritorni imprevisti metto invece Yakoh Shinobi Ops, un interessante gioco d’azione e tattica per quattro persone, con una visuale e un ritmo che possono ricordare addirittura Commandos: Behind Enemy Lines (1998) e che riporta Acquire a lavorare con i ninja, quasi trent’anni dopo Tenchu.

La visione di Project Windless (Krafton Montreal) può provocare sensazioni miste e indefinite, ma anche voglia di omelette. Il protagonista di quello che sembra un musou senza i complessi d’inferiorità di un musou, è un megapollo (ma potrebbe trattarsi di gigacappone). Quelli di Krafton Montreal dicono di essere rimasti rapiti dai romanzi fantasy coreani della serie The Bird That Drinks Tears e così eccoci qua. Giudizio sospeso. Più facile lasciarsi andare all’ottimismo con Neva Prologue, che è in effetti un DLC per Neva, disponibile già a partire dal 19 febbraio e che promette “tre luoghi nuovi, ognuno con meccaniche di gioco originali, nuove prove, nemici e boss fight intense” (dalla descrizione ufficiale dell’editore Devolver Digital).

Sony ha tenuto per le battute finali sia MARVEL Tōkon: Fighting Souls (presentata la banda degli X-Men e annunciata la data di uscita: 6 agosto – sembra sempre più uno spettacolo), che Marathon, che prova a riallacciare i rapporti con l’esigente e nevrotico pubblico dei Game As A Service con una prova pubblica chiamata Server Slam, attiva dal 26 febbraio al 2 marzo, con l’uscita del gioco confermatissima per il 4 marzo. 

E la sorpresa iniziale? Kena: Scars of Kosmora, il seguito del piccolo ma apprezzato Kena: Bridge of Spirits (2021), di nuovo affidato alle cure di Ember Lab, che si avvale della partnership con i PlayStation Studios. Le sequenze di gioco sembrano in effetti presentare una produzione più ricca e convincente, ma è naturalmente molto, troppo presto per prendere posizione. Il personaggio di Kena continua a essere un po’ dozzinale, il logo è poco oltre Microsoft Publisher ’97, ma gli ambienti di gioco e i combattimenti promettono bene. Kena: Scars of Kosmora verrà pubblicato nel 2026 per PlayStation 5 e PC. 

Se tutto quanto visto allo State of Play non vi è bastato, potete sempre scegliere di tirare su un bel casino perché non hanno presentato il gioco che vi aspettavate. Io a questo giro scelgo il mancato rilancio della serie Kurushi. È una vergogna che dal 1997 Sony si sia dimenticata di questo capolavoro che etc. etc. etc.

Pubblicato il: 13/02/2026

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