LE MIGLIORI DEMO DI

STEAM NEXT FEST

FEBBRAIO 2024

Cosa c’è di meglio di una bella demo gratuita? Un migliaio di demo gratuite! Steam Next Fest è tornato e lo ha fatto in grande stile: la grande celebrazione dei giochi in arrivo organizzata da Valve è in corso dal 5 al 12 febbraio. Noi di Final Round abbiamo provato una gran quantità di demo per raccontarvi le più interessanti e per scoprire nuovi videogiochi di cui parlarvi a tempo debito. Alcuni di quelli di cui vi parlerò hanno date d’uscita molto prossime; altri giungeranno sui nostri schermi un po’ più in là. C’è tanto da dire. Iniziamo!

ULTROS

Sviluppatore: Hadoque
Editore: Kepler Interactive
Quando e dove: 13 febbraio 2024 su PC, PlayStation 4 e PlayStation 5
Perché dovresti tenerlo d’occhio: Si esplora un utero cosmico lisergico e coloratissimo… E il gioco esce tra pochissimi giorni! 

Ve l’avevo già segnalato nella puntata di Radar dedicata ai migliori videogiochi indie in uscita a febbraio 2024, ma è doveroso dire qualcosina in più su Ultros dopo aver provato la demo, che ha entusiasmato non poco me e il mio compagno di esplorazioni del cosmo videoludico indipendente, Andrea Sorichetti. Ultros si distingue innanzitutto per la sua direzione artistica del tutto anomala, con colori fortissimi, acidi, e un’atmosfera che sembra pregna di misticismo e di un forte culto per la generazione della vita. Nel Sarcophagus galattico, il nostro protagonista dà sfogo alle pulsioni di base di ogni essere vivente: combattere per sopravvivere e trovare fonti di nutrimento. Uccidere gli abitanti alieni del Sarcophagus ci fornirà parti dei loro corpi da divorare per incrementare le nostre statistiche una volta giunti in un punto di salvataggio. Possiamo anche scegliere di nutrire i misteriosi esseri viventi che incontreremo nel nostro cammino, con conseguenze che dobbiamo ancora comprendere. Sono anche presenti sezioni in cui dovremo piantare dei semi per ottenere frutti o far crescere alberi da scalare per proseguire. Il sistema di combattimento è reattivo e veloce, con l’utilizzo di una spada corta e la possibilità di sferrare attacchi letali dopo aver schivato le mosse offensive dei nemici. Lo stile conta: maggiore è la nostra abilità negli scontri, più pregiati saranno i tagli che otterremo dai nemici, e di conseguenza migliore la qualità del nostro nutrimento. Per me è stato difficile concentrarmi: la bellezza audiovisiva di Ultros mi ha completamente tramortita. Manca pochissimo all’uscita di questo metroidvania, e l’uscita di questa demo è un’ottima strategia per ingolosire giocatori interessati a vivere quest’avventura che fin d’ora sembra strabordante di personalità. Potete provare Ultros qui.

INDIKA

Sviluppatore: Odd Meter
Editore: 11 bit studios
Quando e dove: secondo trimestre del 2024 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series S/X
Perché dovresti tenerlo d’occhio: Un videogioco con protagonista una suora che parla col diavolo non l’avevo mai sentito, ma ora ne ho disperatamente bisogno 

Nel Canto XXVII dell’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri è raccontata una sferzante sfida di logica. San Francesco e un demonio argomentano su chi debba prendere l’anima di Guido da Montefeltro, responsabile di un consiglio fraudolento dato a Papa Bonifacio VIII. Divenuto anziano, Guido si fece frate francescano, ma non si pentì mai di quel grave peccato. Il demonio spiega a San Francesco “ch’assolver non si può chi non si pente, / né pentere e volere insieme puossi / per la contradizion che nol consente”. È una irresistibile lezione di logica: non si può insieme pentirsi e persistere nel peccato. Per questa ragione, Guido deve rassegnarsi all’Inferno. Il morto, disperato, guarda in direzione del diavolo, che non manca di sbeffeggiarlo: “Forse / tu non pensavi ch’io loico fossi!”. Quel “diavolo logico” l’ho ritrovato su una altissima e pericolante scalinata di legno, percorsa da una suora all’interno della demo di Indika. Russia, inizio ‘900: una suora e un prigioniero convinto di parlare con Dio viaggiano alla ricerca di una cura per il braccio in cancrena dell’uomo. La donna deve consegnare una lettera a un vicino convento, ma la voce di un uomo tenta di convincerla ad aprirla. Lo fa con un seducente e stringente ragionamento sul peso del peccato, argomentando nel dettaglio e spingendo la suora a cedere alla tentazione. Questa situazione crea una vera e propria frattura nella realtà della giovane Indika, ricomponibile solo attraverso la preghiera, impiegata come meccanica di gioco. Un utilizzo sconvolgente della musica techno, una scrittura eccezionalmente cruda dei dialoghi e una protagonista totalmente atipica – non avevo mai interpretato una suora all’interno di un videogioco – rendono Indika la mia demo preferita in assoluto in questo Steam Next Fest. Non perdetevela per nessuna ragione al mondo. La trovate qui.

HAUNTII

Sviluppatore: Moonloop Games LLC
Editore: Firestoke
Quando e dove: secondo trimestre del 2024 su PC, PlayStation 4 e PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series S/X, Nintendo Switch. Sappiamo già che sarà presente al lancio anche su Game Pass!
Perché dovresti tenerlo d’occhio: Andrea mi parlava da mesi della demo di Hauntii da lui provata nella scorsa Gamescom: ora capisco il perché 

La possessione di oggetti ed esseri viventi è una meccanica che ogni tanto fa capolino nel mondo videoludico. Giusto per fare un paio di esempi, è successo nel 2010 con l’eccezionale Ghost Trick, mentre nel 2017 Nintendo ha dotato il cappello di Super Mario, chiamato Cappy, del potere di “cap-turare” nemici e oggetti inanimati. È questo il cuore pulsante di Hauntii, avventura dell’anima di una persona defunta di recente che si ritrova in un aldilà etereo e magistralmente reso dal punto di vista artistico. Si gioca su una bicromia di colori slavati che evidenzia la presenza di aree oscure e pericolose anche per il nostro spiritello, assalito da forze misteriose se si avventura troppo lontano dalla strada maestra. Sparare proiettili d’anima verso rocce, colonne e cristalli è una gioia per gli occhi e per i polpastrelli: Hauntii è responsivo, immediato nel suo funzionamento, soddisfacente nelle dinamiche che riesce a generare. Possiamo prendere possesso di una statua per muoverla su un piedistallo, così sbloccando un passaggio per poter proseguire nel nostro cammino, oppure animare un cristallo che spara proiettili capaci di distruggere elementi dello scenario. L’avventura sembra incentrata sulla risoluzione di puzzle ambientali, ma sono sicura che si avrà un forte peso dell’elemento narrativo: a quanto sappiamo, lo spiritello è impegnato in un viaggio alla riscoperta della sua vita passata, di cui inizialmente non ricorda alcunché. Un consiglio: se potete, provate la demo con le cuffie, perché il comparto musicale di Hauntii è curatissimo e avvolgente. Date un’occhiata alla demo di Hauntii qui.

DEATH OF THE REPROBATE

Sviluppatore: Joe Richardson
Editore: Joe Richardson
Quando e dove: la data d’uscita è ancora da annunciare; sappiamo che uscirà su PC
Perché dovresti tenerlo d’occhio: I videogiochi di Joe Richardson sono talmente tanto fuori di testa che bisogna provarli con mano per credere 

Più indie di così… Death of the Reprobate è frutto dell’ingegno e dell’umorismo tutto inglese del game designer londinese Joe Richardson. Lo stile è lo stesso di altri due videogiochi del medesimo autore: Four Last Things e The Procession to Calvary. Richardson torna a saccheggiare l’immaginario artistico pittorico del Rinascimento europeo (e non solo), estrapolando personaggi magari ordinari dal loro contesto originario, e rendendoli involontari protagonisti di avventure piene di umorismo pungente – imperdibili per gli appassionati dei Monty Python – e di, ehm, battutacce sulle puzzette. La demo di Death of the Reprobate vive e prospera nell’esilarante contraddizione generata dal vedere un nobiluomo dipinto da Velázquez raccontare disperato della sua depressione postnatale generata dal pianto continuo dei figli, il tutto mentre la moglie, in primissimo piano, pulisce senza pausa il didietro dell’ultimo nato e prende in giro il marito per le sue orecchie delicate. Le meccaniche sono quelle della più classica avventura punta e clicca: dobbiamo trovare e combinare oggetti per risolvere i problemi delle persone intorno a noi, e, in particolare, compiere delle buone azioni per assicurarci l’eredità del ricco padre del protagonista, ormai in punto di morte. Da appassionata dei lavori di Richardson, ho trovato in Death of the Reprobate tutto quel che mi aspettavo e anche di più: la scrittura fa un saggio utilizzo di vari registri linguistici per creare situazioni comiche, e i personaggi e le azioni da compiere sono addirittura più fuori di testa del solito. La prossima volta che vedrò una stella cadente mi augurerò di poter avere almeno un videogioco di Joe Richardson all’anno; nel frattempo, spero che la data d’uscita di Death of the Reprobate venga annunciata il prima possibile. Potete provare la demo di Death of the Reprobate qui, e ricordate: non fatevi troppi problemi a sculacciare la mucca.

TALES OF KENZERA: ZAU

Sviluppatore: Surgent Studios
Editore: Electronic Arts
Quando e dove: 23 aprile 2024 su PC, PlayStation 5, Xbox Series X/S e Nintendo Switch
Perché dovresti tenerlo d’occhio: Potrei vivere tranquillamente di soli metroidvania e Surgent Studios sembra star facendo centro su tutto ciò che cerco quando vivo esperienze videoludiche di questo tipo 

Ho assistito in diretta all’annuncio dell’esistenza di Tales of Kenzera: ZAU nel corso della serata dei The Game Awards 2023, trascorsa insieme a RoundTwo e alla nostra community. A livello personale, il discorso di Abubakar Salim – attore, co-fondatore di Surgent Studios e direttore creativo del team – è stato a mani basse il momento più commovente e toccante della serata. Salim ha dedicato Tales of Kenzera: ZAU al padre, scomparso anni fa, e il parallelismo tra lui e il protagonista del gioco rende ancora più forte il messaggio di fondo: celebrare i nostri legami con le persone che non sono più tra noi. Il giovane sciamano Zau evoca il dio della morte Kalunga per compiere una missione apparentemente impossibile: riportare in via suo padre. Il viaggio sarà lungo e pieno di ostacoli, tra cui un gran numero di nemici. La demo non ci permette di affrontare dei boss, ma ho già potuto apprezzare il dinamismo eccezionale del sistema di combattimento, che vive nel dialogo incessante tra la Maschera del Sole (che ci permette di effettuare attacchi in mischia) e la Maschera della Luna (che conferisce a Zau il potere di sparare proiettili a medio-lungo raggio, ma la cui energia deve essere ricaricata di tanto in tanto). È possibile alternare le due configurazioni anche nel corso di una combo. In un mirabile dispiego di economia dei mezzi ludici, le maschere hanno rilievo anche dal punto di vista esplorativo: a mano a mano acquisiranno poteri sempre nuovi per permettere a Zau di attraversare parti precedentemente insormontabili della mappa di gioco, che già ora mi è parsa piuttosto articolata. Non manca un albero delle abilità associate alla due maschere: scommetto che nella ricetta di Surgent Studios non mancherà un forte senso di progressione, anche perché qui si vuole raccontare il viaggio di formazione di un giovanissimo sciamano. Interessantissimi i riferimenti alla cultura Bantu, tutt’altro che superficiali: Tales of Kenzera: ZAU verrà infatti doppiato in swahili. Questo tipo di attenzione linguistica è una manna dal cielo per scoprire culture finora non centrali nel discorso videoludico: basti pensare, per rimanere nell’ambito dei metroidvania, a Prince of Persia: The Lost Crown, interamente doppiato in farsi. Lo scorso anno, lo splendido Tchia (che vi consiglio caldamente di recuperare), ambientato nelle soleggiate isole della Nuova Caledonia, è stato doppiato in drehu, una delle lingue native dell’arcipelago. Questa diversità va celebrata e promossa. Non perdetevi la demo di Tales of Kenzera: ZAU, disponibile qui.

HAROLD HALIBUT

Sviluppatore: Slow Bros.
Editore: Slow Bros.
Quando e dove: 2024 su PC, PlayStation 4 e PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series S/X, Nintendo Switch
Perché dovresti tenerlo d’occhio: Creare un videogioco in stop-motion richiede lo stesso livello di coraggio e incoscienza necessari per fare bungee jumping dalla cima dell’Everest 

Sono tanti anni che seguo da vicino Harold Halibut, forse uno dei videogiochi che attendo di più in assoluto. La ragione è semplice: fin da bambina sono appassionatissima di stop-motion. Sembra una tecnica di animazione creata per stregarmi, da film come Nightmare Before Christmas ai video musicali dei Tool. Richiede tempo, pazienza, una maestria manuale che nella nostra era digitale sembra essersi persa. Slow Bros. si è lanciato in un’impresa apparentemente suicida, e realizzata in pochissime occasioni: usare la stop-motion in ambito videoludico. Ci troviamo di fronte a un’avventura interattiva di fantascienza ambientata su una dettagliatissima nave spaziale, e nella demo viviamo una giornata nei panni di Harold, assistente della più eminente scienziata di Fedora I, sfortunatamente alle prese con una burocrazia galattica che non sembra meno noiosa di quella terrestre. A livello tecnico le cose non vanno sempre lisce, con alcune interazioni più legnose del dovuto, ma ciò non fa perdere fascino a un’operazione che, se realizzata con maestria, potrà tranquillamente collocarsi tra le più originali degli ultimi tempi, confermando la capacità dei piccoli team indipendenti di soffiare nuova vita nell’anima del medium videoludico. Ho giocato la demo con sincera meraviglia al pensiero che si tratta dell’opera di una squadra formata da appena dodici persone. Vi segnalo che su Steam la data d’uscita è prevista per un generico 2024, mentre accedendo al sito Internet della compagnia si legge che Harold Halibut uscirà nei primi mesi dell’anno. Spero che Slow Bros. si prenda tutto il tempo che serve per proiettarci in un’avventura di fantascienza davvero indimenticabile. Tuffatevi nell’oceano di un pianeta alieno con Harold Halibut nella demo che trovate qui.

2 commenti

Indika l'ho visto da uno streamer ed è piaciuto a tutti, molto bizzarro e con una colonna sonora spesso anticlimatica ma al tempo stesso azzeccatissima. Ultros non mi aspettavo fosse in italiano e mi è piaciuto molto anche se a volte gli scenari so …Altro... Indika l'ho visto da uno streamer ed è piaciuto a tutti, molto bizzarro e con una colonna sonora spesso anticlimatica ma al tempo stesso azzeccatissima. Ultros non mi aspettavo fosse in italiano e mi è piaciuto molto anche se a volte gli scenari sono così pieni di dettagli che confondono ma forse è solo questione di abituare uin po' l'occhio.

Mullet Mad Jack vedo che è già stato citato e mi incuriosiva da tempo ma quando poi ho visto che c'è la tipa nell'angolino dello schermo che in diretta commenta quello che fai l'ho proprio amato, è proprio bello come atmosfera e mi ha ricordato stilisticamente Bubblegum Crisis.

Ho provato anche Synergy, un gestionale di colonia spaziale con uno stile molto simile a quello di Moebius, ha un sistema di ricerca e sviluppo molto interessante.

Come al solito Giulia fa un'ottima selezione, quindi complimenti di nuovo. Ne approfitto per segnalare qualcosina che mi è piaciuto (evitando di menzionare nuovamente quelli citati in live come Mullet Mad Jack, Children of the Sun e Pepper Grinder o …Altro... Come al solito Giulia fa un'ottima selezione, quindi complimenti di nuovo. Ne approfitto per segnalare qualcosina che mi è piaciuto (evitando di menzionare nuovamente quelli citati in live come Mullet Mad Jack, Children of the Sun e Pepper Grinder o quelli più noti come CYGNI o Nine Sols).

Inizio con Stand-Alone. Si tratta di un roguelike "a stage" a scorrimento laterale che sicuramente non reinventa la ruota ma che offre un gameplay responsivo e divertente, con una pixel art tutto sommato apprezzabile.



Altro giro altro roguelike: Stormedge. Questa volta la visuale è isometrica e a differenza di Stand-Alone offre qualche meccanica più interessante. In particolare il gameplay è incentrato sul tempismo della schivata, fondamentale per poter "buffare" l'attacco e rendere vulnerabili i nemici altrimenti invincibili.



Mouthwashing. Un horror in prima persona con un rendering che cerca di emulare i giochi PS2, con uno stile un po' cartoon. La premessa narrativa è che il protagonista fa parte di un gruppo di 5 persone rimaste intrappolate in una nave spaziale. Promette di essere un horror con momenti piuttosto surreali che spero non finiscano per tradursi nei classici cliché.



Duel Corp. Questo lo menziono più per la speranza che possa diventare qualcosa di bello piuttosto che per quello che è attualmente. È un soulslike che cerca di non essere la copia carbone di esponenti ben più famosi. La meccanica centrale è un sistema di parate/parry a 3 direzioni: è il giocatore a dover direzionare la parata a sinistra, destra o in alto, in caso di errore si subisce il colpo in pieno nonostante il tempismo sia perfetto. In boss fight più dinamiche potrebbe essere una meccanica molto appagante. Nella demo viene abbozzato un sistema di abilità attive da attivare con una combinazione di tasti e si viene introdotti alla modalità multiplayer coop. Lo stile non è decisamente per tutti, è un gioco 3D che vuole restituire un effetto "pixelato" in molti degli elementi a schermo, con gli NPC che ricordano per certi versi le "marionette" di Salt and Sanctuary.



Chiudo con My Work Is Not Yet Done, un gioco narrativo-investigativo a tinte horror in cui l'elemento che spicca sicuramente all'occhio è la grafica ad 1-bit. La demo è molto breve ma mi ha venduto una suggestione che sono curioso di scoprire nel prodotto finale.

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