IL FRUTIGER AERO CI HA CAMBIATO LA VITA

TIDUS, MARIO, SONIC E QUELLA VAGA IDEA DI FUTURO MIGLIORE

Ambienti tropicali lussureggianti, un lucore che tutto invade come in un dipinto di Piero della Francesca, schermi liquidi e trasparenti che si innestano con la natura circostante, costruzioni al tempo stesso millenarie e modernissime che si ergono come templi a un dio che verrà. Ho cercato in queste poche righe di evocare, proprio chiudendo gli occhi e pensandoci intensamente, le sensazioni che mi tornano alla mente se penso a giochi come Final Fantasy X, Mario Sunshine e Sonic Adventure, tutti e tre titoli che, oltre a essere molto importanti nella storia videoludica, sono interessanti perché hanno settato un canone estetico preciso e identitario per la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila, ovvero il Frutiger Aero.

Ma che cos’è il Frutiger Aero? È un indirizzo estetico che unisce, appunto, l’elemento Frutiger, derivato dall’omonimo font sans-serif simbolo di chiarezza e modernità, con quello Aero, definito così dall’interfaccia “Windows Aero” di Windows Vista, quella piena di trasparenze e riflessi. Trasparenze, riflessi e luce calda tropicale attraversano tutti e tre questi titoli, che partono da immaginari vicini al Tropico del Capricorno per poi svilupparsi in modo molto personale. Il Frutiger Aero, in quegli anni, era sinonimo di una vaga idea di futuro anteriore, cioè di un futuro che, differentemente da quello che diventerà dal 2008 in poi, ovvero dall’anno della prima grande crisi economica globale, aveva vibrazioni assolutamente positive e benefiche. 

I grandi regimi del male erano caduti, le ideologie sembravano alle spalle e il movimento globalista, pieno di ragazze e ragazzi giovani e giovanissimi, scendeva in piazza per affermare che “un altro mondo era possibile”. I colori, la luce, i sorrisi erano la quintessenza di quell’idea di futuro positivo e vicino, che sembrava davvero a portata di mano. Poi, come sappiamo, le cose sarebbero andate un po’ diversamente.

Eppure, quando accendevi la PS2, il GameCube oppure la console Frutiger Aero per eccellenza, la scatola dei sogni Dreamcast, quel futuro era lì, a portata di controller. Le isole tropicali in cui principia Final Fantasy X, l’atmosfera giocosa e pastellosa di Mario Sunshine e le incredibili corse sulle spiagge di Sonic Adventure parlavano a noi ragazze e ragazzi di fine millennio di sorti magnifiche e progressive che l’umanità, di lì a poco, avrebbe sicuramente compiuto

Tidus incarna quello spirito fanciullesco e, forse, fin troppo ingenuo con cui si guardava al mondo e al domani: un ragazzone dal cervello “da calciatore”,

un ragazzone dal cervello “da calciatore”, segnato però da più di un trauma, che nel prosieguo dell’avventura uscita nel 2001 dovrà fare i conti con una maturazione anche piuttosto impressionante, fino a uno dei finali più tragici mai visti per un protagonista di Final Fantasy.

Di Mario Sunshine, all’epoca, colpivano i giochi di luce e gli spruzzi d’acqua, ma anche la temerarietà degli sviluppatori che, dopo quella pietra miliare di Super Mario 64, avevano deciso di rimescolare ancora una volta le carte. Ecco allora un Mario “main line” quasi apocrifo nell’impostazione, con un armamentario completamente diverso e un mood totalmente innovativo.

Non a caso ricordo le critiche, anche feroci, da parte di alcune frange del fandom. Eppure, a distanza di anni, in quelle rifrazioni cromatiche dei giochi d’acqua e in quegli arcobaleni fugaci che si potevano creare nel gioco, rivedo in controluce il movimento per la pace globalista che, proprio in quegli anni, sfilava a Genova al G8. È un azzardo, certo, ma lo è stato anche Mario Sunshine: il Frutiger Aero era anche lì.

Anche in Sonic Adventure quella vaga idea di futuro si faceva sentire, con un’accelerazione tecnologica che allora sembrava inarrestabile e sempre più orientata a una umanizzazione della tecnologia, e non al contrario come accade oggi. Nelle corse a perdifiato di Sonic, immerse in paesaggi da sogno fatti di palme, spiagge e mare cristallino, vedevamo un’umanità che, conclusa la Guerra Fredda, poteva finalmente mettersi a correre tutta insieme. E invece oggi siamo più divisi, facciamo fatica a prendere un aereo e perfino fare l’amore in sicurezza è diventato più difficile, con il costo dei condom alle stelle, mentre un Presidente americano decide di bombardare un Paese dall’altra parte del globo. 

No, decisamente Tidus, Mario e Sonic sono usciti sconfitti dalla prova della Storia, così come il Frutiger Aero, nonostante qualche tentativo, un po’ da dottor Frankenstein, di rivivificarlo da parte di qualche guru della moda. Rimane, forse, nel ricordo di chi c’era, di qualche bambina o bambino dell’epoca che, magari troppo piccolo per cantare “Me gustas tu”, ha comunque avuto un assaggio di quel sole caldo dell’avvenire in Pokémon Zaffiro e Pokémon Rubino. I due titoli sono usciti nel 2003 e, guarda caso, sono ambientati nella regione di Hoenn, ispirata al Kyūshū, la più meridionale tra le quattro isole principali del Giappone, quella più calda, tropicale, aperta.

Avete visto, il Frutiger Aero non è solo uno stile estetico, ma una vera e propria condotta morale e filosofica portata avanti da un biondo platinato giocatore di Blitzball, da un idraulico con uno zaino ad acqua e da un riccio blu che corre più veloce della luce. Una vaga idea di futuro anteriore. 

O forse, più semplicemente, una vaga idea di futuro migliore.

A cura di
Mattia Nesto

Pubblicato il: 27/05/2026

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