ANTEPRIMA
WARLOCK
Dungeons & Dragons
È cosa nota che lo straordinario – e meritatissimo – successo di Baldur’s Gate 3 ha ravvivato l’interesse di Wizards of the Coast per il mercato del gaming, come testimonia il miliardo di dollari investito giusto un paio d’anni fa per potenziare la macchina produttiva dell’etichetta. Uno slancio che nel 2026 ha subito diverse battute d’arresto, con la cancellazione di almeno tre titoli caduti vittima dell’ennesimo “consolidamento strategico” dell’industria videoludica. Tralasciando l’incognita Baldur’s Gate 4, al momento sono due i progetti di punta del publisher: Exodus e Warlock. Se il primo punta chiaramente a raccogliere la pesante eredità ruolistica di Mass Effect, col contributo di diversi veterani di Bioware, il secondo risulta al momento ben più difficile da inquadrare, complice una formula che mette da parte il lancio di dadi in favore di un ordito ludico con chiari rimandi al mondo degli immersive sim. Una locuzione tanto affascinante quanto pericolosa, poiché presuppone un imponente lavoro di concertazione fra i sistemi alla base del gameplay. Visti i trascorsi non proprio entusiasmanti di Invoke Studios, il risultato di questo processo è ancora una totale incognita, a maggior ragione considerando che Warlock non era presente alla Koelnmesse in forma giocabile, ma solo con una versione estesa del trailer mostrato durante l’Opening Night Live.Troppo poco per mettere bene a fuoco il potenziale delle future gesta di Kaatri, protagonista di un’avventura ambientata fra le impenetrabili nebbie di Ravenloft.
Oltre le nebbie di Ravenloft
La scelta del “Semipiano del Terrore” rende ben chiare le intenzioni del team nel definire i toni cupi della produzione, ambientata nel dominio di Darkon, la più ampia e variegata tra le regioni di Ravenloft. Non sarebbe una sorpresa scoprire che l’intelaiatura narrativa del titolo ha qualche legame con “l’Ora dell’Ascensione”, ovvero il cataclisma magico innescato dal re lich Azalin Rex nel tentativo di fuggire oltre i confini del semipiano, ma per il momento il team non ha offerto grandi dettagli sui lineamenti della storia. È certo che Kaatri ha varcato le caligini di Ravenloft per un motivo ben preciso, presumibilmente lo stesso che l’ha portata a siglare un patto con la potente Tasha, la leggendaria arcimaga che costituisce la fonte dei suoi poteri magici. Anche le motivazioni della Regina Strega restano per la gran parte avvolte dal mistero: l’accordo stretto con Kaatri impone alla guerriera di esplorare Darkon in cerca di “magia grezza”, ed è facile supporre che Tasha voglia servirsene per scopi tutt’altro che caritatevoli. Al netto dei sibillinismi, sembra proprio che quella offerta da Warlock non sarà un’esperienza imperniata sulla narrazione: gli sviluppatori hanno infatti confermato che i cardini della proposta saranno l’esplorazione e la sperimentazione ludica. Per quanto concerne il primo aspetto, Invoke parla di una progressione né lineare, né particolarmente guidata, orchestrata per far sì che lo scenario stimoli i giocatori a identificare e perseguire i propri obiettivi. La breve demo mostrata a Colonia era ad esempio incentrata su uno dei cosiddetti Misteri (le missioni secondarie del gioco), che nella presentazione prendeva le mosse da qualche tesa chiacchiera fra i vicoli del villaggio di Crickshank e dalla scoperta di un’inquietante scia di sangue. Un’oscura minaccia si annida nei sotterranei del borgo, e gli utenti saranno chiamati a fronteggiarla senza indicatori o annotazioni a schermo, seguendo piuttosto la rotta tracciata da un connubio tra level design, narrazione ambientale arricchita dagli scambi contestuali fra Kaatri e il suo famiglio Skev, e ovviamente una serie di sistemi ludici interconnessi.
Occultismo sperimentale
Arriviamo quindi al secondo cardine dell’offerta, che coincide con i frutti dell’arcana intesa fra la protagonista e la sua enigmatica patrona. Le capacità mistiche di Kaatri si prestano – almeno in potenza - a una notevole varietà di sinergie e interazioni ambientali, da sfruttare sia in combattimento che per superare ostacoli ambientali di vario genere. Nel video l’abbiamo vista combinare Tentacoli Neri di Evard e Levitazione per piazzare una piattaforma sospesa e procedere lungo una scalinata diroccata, e successivamente evocare un acquazzone per massimizzare gli “elettrizzanti” effetti di un Dardo Stregato, così da snellire più rapidamente le file dei suoi avversari. Strano a dirsi, ma la warlock di Invoke non sembra considerare la combo fra Suppliche e Deflagrazioni Occulte il nucleo del suo arsenale stregonesco, ma solo uno dei tasselli di un corredo magico all’apparenza molto flessibile, tanto da avvicinare il gameplay agli “standard interpretativi” del D&D cartaceo. Questo al netto di un assetto molto più affine al paradigma degli action adventure, quindi scevro di statistiche, tiri per colpire e aumenti di livello. La panoramica delineata dal team suggerisce che l’evoluzione delle capacità del personaggio seguirà un percorso relativamente lineare, e questo apre la strada all’inserimento di logiche riconducibili al canone dei metroidvania, ad esempio ponendo sul cammino dei giocatori delle aree raggiungibili solo se in possesso di determinati incantesimi. Tante suggestioni che per il momento vanno prese con estrema cautela.
Per quanto gli sviluppatori abbiano infatti rimarcato a più riprese l’accento sulla libertà d’approccio concessa agli utenti, nonché sul costante invito alla sperimentazione al centro del gameplay, urge precisare che si tratta di promesse ancora prive di qualsivoglia sostanza, specie se si considera lo stato di completamento del gioco, che secondo Invoke ha raggiunto circa la metà del suo ciclo produttivo. Stando così le cose, possiamo facilmente sorvolare – almeno per ora – sulle asperità di un comparto tecnico disuguale, che mostra fluttuazioni e spigoli piuttosto importanti. Nella cornice di scorci tetramente evocativi, si notano infatti modelli e animazioni più o meno carenti, che rischiano di generare una certa disparità qualitativa fra l’uso della magia e il combattimento corpo a corpo, non a caso relegato a un ruolo tutto sommato marginale nel bilancio della presentazione. Vedremo come si evolverà la situazione nei mesi a venire, e soprattutto se un eventuale hands-on riuscirà a confermare la bontà del costrutto ludico di Invoke Studios, sorretto da ambizioni tanto stuzzicanti quanto pericolose. Su queste note, anche la scelta di optare per una struttura open world è un rischio conclamato, sebbene lo studio abbia precisato di aver puntato più sulla densità che sulla vastità dell’ambientazione. Warlock: Dungeons & Dragons è insomma un titolo da monitorare con interesse e una sana dose di prudenza, nella speranza che il collettivo canadese riesca a realizzare l’indiscutibile potenziale della propria visione creativa.
Pubblicato il: 09/09/2026
Provato su: PC Windows
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