GDC 2024

HYPER LIGHT BREAKER

- anteprima -

Alla Game Developers Conference 2014, esattamente dieci anni fa, mi trovai davanti per la prima volta Hyper Light Drifter, relativamente pochi mesi dopo il successo della sua campagna di raccolta fondi su Kickstarter. La GDC era prossima all’uscire da quel periodo bislacco in cui i grossi publisher avevano tentato di trasformarla in una succursale dell’E3 e capitava ancora di trovarsi davanti a quelle produzioni tripla A che oggi sono sostanzialmente assenti dall’evento di San Francisco. Da una ricerca rapida, vedo che quell’anno alla GDC misi le mani su Batman: Arkham Knight, Evolve, Alien: Isolation, lo Steam Controller e una PSVR che ancora si chiamava Project Morpheus. Erano proprio altri tempi. Ma la scena indie era già bella che esplosa e la settimana della Game Developers Conference iniziava ad essere popolata da eventi in cui provare quelle mille produzioni di basso profilo che hanno reso gli ultimi dieci anni abbondanti del videogioco così brillanti e ricchi di sorprese. Esisteva già per esempio il The Mix, evento itinerante che fa da showcase per il videogioco indie “agganciandosi” a diverse fiere e che negli ultimi anni ha iniziato anche a mostrarsi con dirette in streaming. Al tempo, l’edizione del The Mix legata alla GDC veniva organizzata all’interno dei pazzeschi uffici di IGN US, che per una sera venivano riempiti di sviluppatori, inviati stampa da ogni parte del globo e postazioni ospitanti le produzioni indipendenti più interessanti del momento. 

E cibo. Molto cibo. E birra. Molta birra.

Ecco, in quel contesto lì, vidi per la prima volta in azione dal vivo Hyper Light Drifter, piazzato in una zona di passaggio, ovviamente al centro dell’attenzione e con una fila costante di gente che voleva provarlo. Affrontai pazientemente l’attesa masticando e sorseggiando, impugnai il controller, rimasi fulminato dalla bella atmosfera, dallo stile, dalla piacevolezza dell’esperienza, e completai la demo, beccandomi anche i complimenti dello sviluppatore, che mi disse che ero il primo a riuscirci. Mentiva per farmi contento? Può essere, ma io sto ancora qui a vantarmene perché ormai ho una certa età e mi tengo quello che la vita mi concede. Ma quindi tutta questa divagazione l’ho scritta solo per potermi vantare di una prestazione migliore rispetto a quella di orde di colleghi mezzi sbronzi? Un po’ è per quello, un po’ è perché mi sono reso conto che son passati dieci anni da Hyper Light Drifter e porca miseria dovevo esorcizzare la cosa in qualche modo

Da allora a oggi, lo studio Heart Machine ha pubblicato Hyper Light Drifter nel 2016, sopravvivendo a uno sviluppo allungato e laborioso, per decidere poi di proseguire nell’espanderne il mondo con due giochi ambientati nello stesso universo ma non caratterizzati come seguiti diretti: Solar Ash (2021) e Hyper Light Breaker, annunciato nel 2022 e con un arrivo sull’Accesso Anticipato di Steam previsto per la prossima estate, in ritardo di circa un anno rispetto alle dichiarazioni iniziali. Ebbene, alla Game Developers Conference 2024 è stato possibile provarlo per la prima volta, sia al Day of the Devs organizzato da Double Fine, sia alla nuova edizione del The Mix. Scoraggiato dalle code infinite del primo evento, mi sono lanciato sul controller appena varcate le porte del secondo e oggi son qui a raccontarvi cosa me n’è parso, per il piacere esclusivo di chiunque sia sopravvissuto a tre paragrafi di divagazioni. Scusate.Hyper Light Breaker non è, come detto, un seguito vero e proprio, anche perché è ambientato quindici anni prima, quindi al limite si può parlare di prequel. Inoltre, propone cambiamenti radicali tanto nel gameplay quanto nell’adozione di un motore grafico tridimensionale, come del resto si era già visto in Solar Ash. Eppure riesce in qualche modo a conservare il feeling, le vibrazioni, una sensazione di continuità stilistica, sensoriale, autoriale. C’è proprio quella capacità evocativa palpabile nelle immagini e nelle scelte che definiscono l’accompagnamento sonoro e ci si ritrova molto facilmente ad ammirare la semplice bellezza dei paesaggi, la potenza evocativa di certi scorsi, il piacere di scivolare in giro fra le colline, magari sfruttando l’hoverboard o l’aliante per inseguire le proprie destinazioni con un sistema di movimento che sembra in parte figlio del lavoro fatto su Solar Ash.

Nel gioco si controlla un cosiddetto Breaker, impegnato in un loop da roguelite/extraction in cui si affrontano mappe generate con un mix di elementi procedurali e creati “a mano”, affettando nemici, accumulando risorse e cercando riportarle a casa per conservare quanto accumulato nella sortita successiva. L’obiettivo finale è la sconfitta dell’Abyss King, che però è possibile affrontare solo dopo aver fatto a pezzi una serie di boss sparsi in giro fra i vari biomi che compongono la mappa aperta. Gli stessi boss possono essere raggiunti solo dopo aver completato alcuni obiettivi, che tipicamente richiedono la macellazione di altri nemici dalle dimensioni variabili. Insomma, in Hyper Light Breaker si combatte un sacco, affrontando gruppi di nemici “comuni” che, dalla demo, mi sono parsi molto abbordabili ma dovendo sudare parecchio quando iniziano a presentartisi davanti le creature più grandi e aggressive.

Prima di affrontare l’esplorazione, è possibile gironzolare per una specie di cittadella fantascientifica in cui preparare la propria build scegliendo nei dettagli le sue caratteristiche. La sostanza è quella di un gioco di combattimento ravvicinato, con grande enfasi posta sul tempismo di parate e contromosse, in cui il ruolo dominante sembra essere giocato dall’arma bianca. Ci sono anche bocche da fuoco, nella demo ho provato delle pistole, ma mi sono parse relegate più che altro a una funzione di accompagnamento per situazioni specifiche e alla difesa contro i nemici volanti, anche perché le munizioni scarseggiano in maniera significativa.Le armi da taglio mi sono parse ben differenziate, in maniera molto semplice e leggibile, da uno spadone più lento e potente a delle spade più piccole, deboli e maneggevoli. Ma sicuramente ci saranno mille sfumature e differenziazioni da approfondire con calma. Senza contare che nel costruire il personaggio bisogna anche selezionare delle skill (Holobyte) che possono migliorare le caratteristiche offensive e difensive, così come donare abilità speciali. Tutti questi elementi si mescolano in un sistema di combattimento molto dinamico e piacevole, che conduce da uno scontro all’altro in maniera fluida, in attesa delle battaglie più impegnative. E caspita se lo sono, impegnative. 

Anche solo abbattere i nemici “regolari” più grossi richiede un incremento di concentrazione significativo rispetto alla passeggiata di salute degli antagonisti più comuni, ma i boss sono il vero banco di prova in cui diventa necessario esibirsi con sapide combinazioni di schivate e parate. In particolare, gli avversari più pericolosi del gioco sfoderano degli attacchi definiti “fury”, che possono essere affrontati solo eseguendo parate che, in caso di tempismo perfetto, permettono a seconda dei casi di annullare i danni o rispedirli al mittente. Insomma, l’intenzione sembra essere quella di costruire un gioco dalle dinamiche molto chiare e leggibili, in cui la sfida sta nel più classico dei “git gud”.

Come detto, Hyper Light Breaker dovrebbe manifestarsi in accesso anticipato la prossima estate e, secondo quanto dichiarato dagli sviluppatori, questo lancio iniziale sarà paragonabile a quello di Hades, con diversi biomi già esplorabili liberamente e una buona dose di personaggi da personalizzare e utilizzare, ma gran parte dei boss e della componente narrativa arriveranno in seguito. La narrazione, tra l’altro, verrà portata avanti in maniera coerente con quanto visto in Hyper Light Drifter, quindi all’insegna del minimalismo e della quasi totale assenza di dialoghi, poggiandosi su inserti visivi in stile fumettoso. A occhio, però, non mi aspetterei una presenza particolarmente ingombrante della narrazione, vuoi appunto per le garanzie di minimalismo, vuoi per la natura procedurale e rogue del gameplay, vuoi anche perché Hyper Light Breaker prevede il multiplayer cooperativo per un massimo di quattro giocatori. E questo è un altro aspetto che sarà interessante mettere alla prova quando avremo il gioco a disposizione in Accesso Anticipato, anche per scoprire come si combineranno bene fra di loro le diverse build possibili. Tra l’altro, sono anche curioso di capire se e come verrà regolato il bilanciamento dei combattimenti coi boss, che in singolo mi sono parsi come detto davvero impegnativi, spingendo su una ripetizione degli scontri quasi in zona souls, ma potrebbero restituire un’esperienza molto diversa se affrontati con una squadra ben bilanciata e organizzata. Vedremo.

Pubblicato il: 03/04/2024

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5 commenti

Sarò sincero, ero MOOOOLTO scettico sul titolo convinto che il passaggio alle tre dimensioni proprio non facesse per i ragazzi di Heart Machine, ma devo dire che questo articolo mi ha risollevato un po' il morale!

Hyper Light Drifter al tempo è stato una vera e propria rivelazione ed il passaggio al 3D di questo capitolo mi lascia molto spiazzato, però lo studio merita attenzione ed il titolo è sicuramente da seguire, bell'approfondimento.

Questo gioco è da tenere d'occhio.

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