Tutte le Citazioni del DLC di

 (The Devil's in the Details!)

Cuphead è stato un successo internazionale, un prodotto che ha saputo lasciare il segno nell’immaginario dei giocatori e che, nonostante la struttura non proprio in linea con quella di tanti titoli “pop” è riuscito a vendere milioni di copie. C’è voluto un bel po’ perché i fratelli Moldenhauer e il loro team arrivassero sul mercato con il DLC, The Delicious Last Course, aggiungendo agli indelebili contenuti del gioco base una nuova isola e nuovi boss.
Le aspettative altissime per gli elementi inediti non sono state deluse: ancora una volta la visione dei Moldenhauer è stata lucida, precisa, celebrativa ma con un carattere proprio. Nel giro di pochissimo tempo anche il DLC ha venduto più di un milione di copie, un risultato incredibile se pensiamo che non si tratta di un prodotto autonomo, “stand alone”.
Ma del resto, se Cuphead è ancora un gioco imperdibile il suo DLC si trova su un livello addirittura superiore. Per le animazioni, certo, ma anche per le tante trovate e idee che sono state messe in campo. La musica, ad esempio, in questo DLC ha trovato un altro peso e un’altra importanza: stavolta i brani sono stati composti appositamente per i vari boss e c’è una direzione diversa, più precisa e “descrittiva” dal punto di vista delle sonorità. La musica sottolinea e amplifica lo stile estetico degli scontri (che siano battaglie country oppure sfide “clandestine” accompagnate dal Jazz imperante negli anni del proibizionismo), e si adattano alle varie fasi delle fight, capaci molto spesso di cambiare completamente faccia, struttura e persino dinamiche di gioco. Non mancano, ovviamente, novità a livello di gameplay legate all’introduzione di un nuovo personaggio, Miss Chalice, che a mio modo di vedere rappresenta Maja Moldenhauer così come Cuphead e Mugman rappresentavano Chad e Jared. 

L’argomento che voglio affrontare in questo approfondimento è però un altro: l’animazione. In particolare, mi interessano le tante citazioni e i tanti riferimenti che i Moldenhauer hanno inserito anche in questo DLC. Curiosare tra le movenze e i tratti dei boss di The Delicious Last Course è come fare un tuffo nell’animazione degli anni ‘30, in quel suo stile così fondativo e inconfondibile, quasi come se stessimo sfogliando una gloriosa enciclopedia dei cartoon d’epoca. 

Abietti Nanetti

Partiamo dall’inizio, proprio dal primo boss: Glumstone The Giant. La fonte d’ispirazione più evidente è The Old Man of the Mountain, un corto del 1933 di Dave e Max Fleischer. Una celebrazione dovuta, visto che l’amore incondizionato dei Moldenhauer è sempre stato rivolto proprio verso i Fleischer. Nonostante i lavori di Disney e Iwerks avessero una qualità registica superiore, la produzione dei Fleischer aveva delle idee nelle gag, nelle trasformazioni dei personaggi e nello stile di animazione sicuramente più intelligenti e furbe. 

The Old Mand of the Mountain è un corto di Betty Boop, ed è arricchito dalla musica di Cab Calloway. Addirittura i Fleischer decisero di disegnare i loro corti basandosi proprio sui movimenti di Cab Callowey, utilizzando anche la tecnica del rotoscopio. La cosa eccezionale di questo corto è che i Fleischer si vedono ovunque. Nelle animazioni e nelle idee, certo, ma anche nella loro schiettezza e durezza tematica. C’è un dettaglio che rivela quanto potesse essere a tratti spietata la poetica dei Fleischer, ovvero un personaggio che in maniera molto sottile rivela una violenza carnale: è una donna che mostra i suoi tre gemelli, identici nelle fattezze al vecchio uomo della montagna.
Se una reazione “di pancia” potrebbe portare quasi a sorridere, nel vedere questi infanti con lunghe barbe da vecchio, basta notare la disperazione della donna per ricostruire l’andamento degli eventi: lei piange di fronte a tre figli forse non voluti, mette in guardia Betty Boop mostrandole le conseguenze di uno stupro. Tutto questo in un corto del 1933. 

Il corto si apre con la registrazione di un'orchestra guidata da Calloway

I tre gemelli, frutto del turpe gesto del Vecchio della Montagna

Al di là delle sfumature interpretative, è incredibile che ogni elemento presente nella scena vada a tempo di musica. Le uova, gli oggetti più piccoli e infinitesimali. I Moldenhauer hanno provato a replicare proprio questa magia motoria, questo movimento inesauribile che caratterizzava fortemente lo stile dei Fleischer. Andiamo oltre: la fisicità del Gigante, invece, è stata presa da Gustav, uno dei personaggi del corto di Topolino Brave Little Tailor. Questo corto è del 1938, ed è evidente la differenza di regia rispetto alle produzioni dei Fleischer. Ma c’è anche un’altra citazione. Forse è un po’ forzata, ma è importante per me parlarne. Mi riferisco al naso rosso del Gigante, che secondo me si rifà a Jack and the Beanstalk di Iwerks, un lavoro del 1933. Un lavoro che voglio citare anche per celebrare i ComiColor Cartoon, una serie di 25 corti animati che Ub Iwerks realizzò con il proprio studio dopo essersi allontanato da Disney. 

Brave Little Tailor - Walt Disney

Jack and the Beanstalk - Iwerks

Di questo boss, è interessante anche la fase dei burattini. Una delle due marionette rappresenta King Dice, con un cappello e un abito inediti, e poi c’è il Diavolo vestito da re. Entrambi mi hanno ricordato moltissimo la scena del Re Fasullo d’Inghilterra del Robin Hood della Disney. 

I nani che a un certo punto compaiono si rifanno invece a un altro lavoro dei Fleischer: la loro personalissima versione di Biancaneve, folle e quasi anarchica. In questo i Moldenhauer sono veramente assurdi: riprendono un personaggio che magari si vede per cinque secondi in un corto e lo riutilizzano. È già successo anche in precedenza, con alcune animazioni come quella di Cagney Carnation, e nel DLC questi autori riconfermano la loro conoscenza enciclopedica della produzione animata degli anni ‘30. 

La fase ulcera del Gigante sembra, invece, presa da due prodotti (e media) diversi. In parte, da Swing You Sinners! E in parte, per quanto riguarda il gameplay, da Yoshi’s Island, dalla sequenza del Principe Ranocchio. 

Swing You Sinners! - Fleischer Studios

Super Mario World 2: Yoshi's Island

Rischi per Fiaschi

Il secondo boss è Moonshine Mob, ed è interessante per diversi motivi. Non ultima una particolarità a livello di “narrazione”: nessuno degli appartenenti a questa banda ha dei nomi propri, ma solo nomi generici. Più che rappresentare un singolo nemico, qui i Moldenhauer hanno voluto dipingere una gerarchia criminale: il Ragno e la Lucciola che sono dei sicari, il Formichiere è una specie di guardia del corpo e la Chiocciola è il capo. Questi quattro mafiosi, perché è di questo che stiamo parlando, sono ispirati ai tempi del Proibizionismo. A un certo punto arrivano anche dei poliziotti, che spruzzano dei colpi di DDT proprio in direzione dei criminali. Il Ragno è ispirato a uno dei boss scartati del gioco originale. Ritornano alcuni elementi, come i denti, il cappello e il naso rosso. E questo Ragno si rifà al cortometraggio del 1930 Wise Flies. I minion, al contrario, ricordano la Banda Bassotti e gli insetti di The Cobweb Hotel del 1936 dei Fleischer. 

Confronto fra il Ragno del DLC e un boss scartato del gioco originale. 

The Cobweb Hotel - Fleischer Studios

Parlando invece della seconda fase, e quindi della Lucciola, dobbiamo citare Moth and the Flame, una silly symphonies stupenda della Disney del 1938, in cui vediamo una coppia di falene attirate da una fiamma. Altra curiosità di questa fase è che le meccaniche di gioco vengono riprese da un mini-boss che avrebbe dovuto far parte della battaglia con King Dice del gioco originale, ma che alla fine fu scartato. Il Formichiere, invece, viene ripreso da Ants in the Plants, altro corto dei Fleischer Studios del 1940. 

Il design della falena di Moth and the Flame (Walt Disney), identico a quello della lucciola dei Contrabbanditi

Il formichiere di Ants in the Plants, uno dei corti più vivaci e pieni di inventiva dei Fleischer

Congrega Congelata, Cagnara Volante, Duello a Mezzodì

Arriviamo, ora, al terzo boss di questo DLC, Mortimer Freeze. La battaglia si svolge sotto gli occhi attenti di una setta legata proprio a Mortimer Freeze, che ne rappresenta il leader. Una piccola curiosità è che nel trailer del DLC non c’era la platea a osservare la battaglia. Forse non l’avevano ancora animata, oppure volevano utilizzarla in qualche altra maniera.
In questo caso le prime citazioni che cogliamo non sono legate all’animazione, ma al mondo dei videogiochi. Uno degli attacchi di Mortimer nella sua seconda forma riprende quello di Juggernaut in un vecchio picchiaduro della Marvel, ovvero Marvel Super Heroes. E l’attacco con le spade riprende quello di Hsien-Ko in Darkstalkers 3. Anche in questa sequenza c’è un riferimento a Swig You Sinners!, una piccola animazione che dura appena qualche istante. La Balena che ci viene scagliata contro sembra quella di Pinocchio. Mortimer ricorda Re Ghiaccio di Adventure Time, e quando indossa la sua armatura ricorda The Snowman del 1933 di Ted Eshbaugh. 

L'attacco di Igor Mortis può essere confrontato frame by frame con quello di Marvel Super Heroes

Il temibile The Snowman di Ted Eshbaugh, un corto animato del 1933

Passiamo a Esther Winchester. Questo boss è palesemente ispirato a Clarabella, e in questo caso c’è una finezza veramente impressionante. Clarabella appare per la prima volta in un corto animato del 1930, The Shinding. Prima ancora, però, ha fatto il suo esordio nella striscia domenicale di Topolino nella Valle Infernale. Clarabella, insomma, viene creata per la prima volta in un fumetto. Esther Winchester ha esattamente la stessa sorte: non esordisce per la prima volta in questo DLC, ma, proprio come Clarabella, nei fumetti di Cuphead

L'esordio di Clarabella in una striscia a fumetti...

...e quello di Esther nel secondo volume dei fumetti di Cuphead!

Ora tocca a The Howling Aces. In questo boss ci sono diversi riferimenti. Si ispira principalmente al cortometraggio Plane Crazy del 1928. Prima di tutto perché il bassotto che vediamo all’inizio è identico a quello che vediamo arricciarsi nel motore dell’aereo di Plane Crazy. In secondo luogo, per la prospettiva di tutto il livello, con le montagne che scorrono nella direzione della profondità. Il bulldog sembra Spike, il cane di Tom & Jerry, che ad un certo punto utilizza proprio un gatto per sparare giganteschi gomitoli.
Ma anche qui c’è una citazione videoludica: parliamo di Sonic 2, quando Sonic viene portato sull’aereo da Tails. 

Plane Crazy - Walt Disney e Ub Iwerks

La somiglianza fra il bassotto e il furbo Spike

Prima di andare oltre bisogna citare uno dei boss “parry”: il Boia, che sogna una ghigliottina che ha le sembianze di Betty Boop in Poor Cinderella del 1934, con gli stessi capelli rossi.

La ghigliottina coi capelli rossi...

...e la cinderella di Betty Boop!

Forno Salieri

Quindi, finalmente, abbiamo Chef Salt Baker, ovvero Salieri, un boss originalissimo e con fasi diversissime ed eterogenee. E anche qui vediamo l’amore dei Moldenhauer per il Pinocchio della Disney: Salieri è identico al Cocchiere. In questa sequenza, poi, c’è una cosa che potrebbe sembrare superficiale, ma che per me riassume perfettamente tutta l’attenzione e la poetica dei Moldenhauer. A parte la trasformazione, che ricorda Super Mario per l’utilizzo del fungo, nel momento in cui Salieri schiocca le sue dita di vetro le vediamo incrinarsi e spezzarsi leggermente. Ripeto, è un dettaglio infinitesimale, ma in verità dice tanto della psicologia del personaggio, che pur di attaccare Miss Chalice ed evocare le sue saliere è disposto persino ad infrangersi.

L'impressionante somiglianza fra il nocchiere Postiglione di Pinocchio...

...e lo chef Salieri, boss finale di The Delicious Last Course!

Interpretazioni a parte, Pastry Town Wedding è un cortometraggio animato del 1934 ed è un riferimento che ritroviamo nella sequenza in cui Salieri impasta e crea i suoi cavalli. 

Angeli e Demoni

Arriviamo, infine, al boss segreto: Angel and Demon. Quando nel gioco originale sconfiggiamo la prima fase di Satanasso, questi si sfila la pelle e con solo il suo scheletro si getta negli Inferi. Ed è lì che dobbiamo raggiungerlo per combattere il suo faccione. In Angel and Demon, sullo sfondo, c’è il teschio di Satanasso ricreato con la plastilina. Un riferimento ad un’altra tecnica espressiva che i Moldenhauer sembrano adorare, come suggeriscono anche gli ultimi trailer realizzati per il lancio dell’edizione PS4 e per quello del DLC.

La presenza di un elemento di così forte rottura stilistica rappresenta il superamento del piano reale in cui si svolge tutto il resto DLC, e il raggiungimento di una sorta di Piano Astrale. Se ricordate bene il Piano Astrale si intreccia con la storia dell’amuleto misterioso, una sorta di occhio che permette di guardare oltre la dimensione fisica. L’idea di quest’occhio - di questo sguardo che va oltre al tessuto del reale - si ritrova anche nella boss fight di Djimmi The Great: nelle piramidi che utilizza quando attacca si riconosce lo stesso occhio dell’amuleto, e proprio da queste si aprono degli squarci nel composto stesso della realtà. 

La reliquia che permette di squarciare il velo del reale...

E l'occhio di Djimmi The Great che mostra il piano astrale oltre le cose.

Possibile che in questa fase si nasconda qualche indizio – estetico, stilistico oppure tematico – sulla visione creativa che il team vorrà abbracciare in un sequel, o comunque nel prossimo prodotto? Vi immaginate un Cuphead 2 tutto fatto di plastilina, o magari un titolo che esplori in maniera ancora più profonda i recessi della fantasia, costruendo un immaginario allucinato e cosmico? Un gioco capace di sottolineare nuovamente la dimensione artigianale dell’operazione creativa, risultando al contempo unico, diverso e originale com’è stata tutta la produzione dei Moldenhauer fino ad oggi.

Sono sicuro che qualunque sarà la forma che Chad, Jared e Maja vorranno dare alloro prossimo prodotto, potremo aspettarci grandi sorprese

Guarda il video integrale:

A cura di
Dario Moccia

23 commenti

Messo in evidenza da pekan

Una Nerd Cultura da leggere 😍

Articolo molto interessante! Riguardo alle references ai fratelli Fleischer, The Old Mand of the Mountain rappresenta un ottimo esempio di come gli animatori siano riusciti nel 1933 a realizzare piani d'immagine tridimensionali senza avere a disposiz …Altro... Articolo molto interessante! Riguardo alle references ai fratelli Fleischer, The Old Mand of the Mountain rappresenta un ottimo esempio di come gli animatori siano riusciti nel 1933 a realizzare piani d'immagine tridimensionali senza avere a disposizione una multi-plane camera. I veri capolavori della serie antologica su Betty Boop sono Minnie the Moocher e Snow-White (Koko potrebbe essere stata un'influenza per Beppi the clown?), opere nelle quali il lavoro in rotoscoping di Roland Crandall raggiunge livelli di definizione davvero incredibili. Altra possibile reference di Cuphead ai fratelli Fleischer (ce ne saranno decine ma mi è venuta in mente questa qui): "Inkwell" Isle (1, 2, 3, 4) in riferimento al primo studio dei fratelli, ovvero gli Inkwell Studios fondati nel 1921 in seguito alla dipartita di Max Fleischer dalla Bray Productions.

Veramente interessante, adoro questo gioco e l'idea di un sequel che abbracci uno stile di animazione differente, mi piace molto.

Bellissimo lavoro di ricerca e comparazione, deve esserci voluto molto tempo a trovare questi riferimenti perchè appartengono a opere non propriamente mainstream e facili da reperire. Complimenti davvero per il lavoro fatto.

Cuphead ha un livello di cura impressionante, uno dei migliori videogiochi in circolazione a mani bassissime.

Progetto da sostenere, a maggior ragione vedendo la qualità altissima degli articoli proposti all'apertura del sito. Detto questo non vedo l'ora di potervi supportare acquistando la versione cartacea!

Interessantissimo, anche se non ho mai giocato a Cuphead. Ed a dire il vero mi ha fatto venire una gran voglia di provarlo, anche per andare a caccia di citazioni!

Più lo leggo più mi viene voglia di recuperare qualche vecchia gloria del passato.

Complimenti, grande articolo!

Grande articolo in uno stile sublime!

Dettagli impressionanti

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